00:00 25 Dicembre 2022

Meteo pazzo: ma cosa sta succedendo? Perché questa mitezza? Pioverà? E quando torneranno freddo e neve?

Panoramica sul tempo delle feste e sino a metà gennaio. Cosa dobbiamo aspettarci?

Meteo pazzo: ma cosa sta succedendo? Perché questa mitezza? Pioverà? E quando torneranno freddo e neve?

La prima cosa che si aspettano i bambini per Natale è la NEVE. Sapete: sono quei fiocchi bianchi che cadono dal cielo e fanno tanto atmosfera, accumulandosi al suolo. I bambini la vedono più o meno vera o artificiale nei film, nei cartoni, la immaginano raccontata dal nonno, che la descrive ormai come qualcosa di raro e prezioso, ne parla anche la maestra a scuola leggendo dei passi dei romanzi di Dickens, eppure questa neve a Natale, ma spesso pure per il resto dell’anno, proprio non si vede.

Allora tutti ne danno colpa al global warming, al buco dell’ozono, ai vicini antipatici che fingono di fare la raccolta differenziata e poi buttano tutto nella spazzatura indifferenziata; ma i figli mica sono fessi e ti chiedono: ma perchè allora a New York, che non sta certo al Polo, ogni anno, qualche volta pure a Natale, di neve ne cade a bizzeffe? 

I papà lettori (o le mamme lettrici) di MeteoLive sapranno certamente dare la risposta giusta: è colpa del vortice polare impazzito, che in manicomio si è ritrovato pure l’anticiclone africano. Insieme hanno dichiarato guerra alla neve e al freddo ed è per questo motivo che l’Europa si ritrova a sperimentare uno dei Natali più miti della sua storia recente. (uno dei tanti per la verità)

Stasera lo abbiamo raccontato in modo magari poco scientifico ma la verità è questa, le ragioni certe della duplice azione di queste due figure meriterebbero ben altro approfondimento, lo daremo, ma non oggi, è Natale, godetevi i vostri affetti e i vostri regali. 

L’impressionante anomalia termica però non possiamo non mostrarvela, quella dell’immagine sotto è al suolo e mostra di quanti gradi saremo sopra la media da oggi a fine anno (più è rosso e più saremo sopra, in media da 6 a 8°C con picchi anche superiori):

Nonostante questo rosso vermiglio che dipinge la cartina d’Europa, nonostante il solito anticiclone rovina inverno, sappiate che da ovest affluisce aria anche umida, che determina e determinerà annuvolamenti tra nord Italia ed alto Tirreno, facendo accumulare anche precipitazioni non trascurabili sulla Liguria di Levante e l’alta Toscana, specie tra Santo Stefano e la fine dell’anno (e lievi pioviggini a tratti sulla bassa Pianura Padana centrale). 
Insomma chi si troverà in vacanza lì non potrà certo dire di aver trascorso feste di Natale soleggiate e tranquille.

Se non ci credete guardate gli accumuli previsti:

Da Capodanno invece l’alta pressione dovrebbe inorgoglirsi ancora di più, tornando a rasserenare i cieli quasi ovunque, salvo sul catino padano, dove potrebbero insistere delle nebbie (ma calde, cioè sempre con temperature sopra lo zero al loro interno) o nubi basse.
Ecco la mappa che ne testimonia l’affermazione:

E allora, vien da chiedere, quando cambierà questo scenario quasi ottobrino o marzolino (scegliete voi il mese intermedio che più vi piace)? Boh. No, boh non si deve dire, ma come mi viene in mente di deludere così i lettori… Scusate. Qui non si getta certo la spugna. 

Anzi: qualche segnale c’è anche stasera e va nel medesimo verso di ieri. E’ probabile (ma non fateci troppo affidamento) che intorno all’Epifania l’anticiclone si erga verso nord in misura sufficiente da favorire l’ingresso di una massa d’aria fredda sul comparto balcanico e marginalmente anche sul nostro versante adriatico e sul meridione, riportando finalmente le temperature su valori consoni al periodo e facendoci ricordare che in fondo saremo a gennaio!

Ecco la carta più ottimista sull’evoluzione fredda prevista per il periodo in oggetto (7-8 gennaio 2023), addirittura con risvolti nevosi su medio, basso Adriatico e Appennino meridionale in genere sino a quote piuttosto basse:

L’attendibilità è però in tutta onestà, anche stante la distanza temporale, decisamente bassa, siamo nell’ordine del 15-20%.

Ecco però cosa potrebbe succedere alle temperature a 1.500m, come vedete una sensibile diminuzione rispetto ad oggi principalmente sull’arco alpino orientale e sul versante Adriatico:

Una novità però sembra arrivare dalla stratosfera: se infatti l vortice polare risulterà estremamente compatto sino al 5 gennaio, subito dopo sul comparto siberiano potrebbe cominciare a manifestarsi un "warming", cioè un riscaldamento piuttosto importante, che potrebbe avere risvolti anche in troposfera, cioè alle quote inferiori dell’atmosfera, dove viviamo anche noi per intenderci. Lo vediamo chiaramente in questa mappa: 

Il tutto potrebbe anche tradursi in una frenata del vortice polare in troposfera, cioè in un riassetto barico utile a riportare un po’ di inverno alle nostre latitudini e più in generale su tutto il Vecchio Continente, senza che tutto gennaio trascorra sulla falsariga di un autunno infinito.

RIASSUMENDO:
-generale mitezza sino a fine anno ma con variabilità al nord e sulle regioni tirreniche con associate a tratti anche delle piogge soprattutto su est Liguria, alta Toscana, coste del Tirreno, specie sul settore calabrese, piovaschi anche su parte della bassa Lombardia ed Emilia, per il resto bel tempo. (Attendibilità molto alta: 90%)

possibile peggioramento più netto tra venerdì 30 e sabato 31 dicembre con piogge più diffuse al nord e al centro, ma neve solo oltre i 2000m sulle Alpi. (Attendibilità media: 55%)

-Da Capodanno all’Epifania bel tempo anticiclonico, nebbie sul catino padano, sempre mite. (Attendibilità medio-alta: 60%)

-Possibile afflusso di aria fredda lungo l’Adriatico e al sud, da verificare, (attendibilità molto bassa 15-20%)
 

Autore : Alessio Grosso