Le condizioni che determinano la comparsa della nebbia in pianura nei mesi invernali sono spesso legate alla presenza di robusti anticicloni, che “avvitano” l’aria dall’alto verso il basso, accumulando tutta l’umidità (e non solo) a livello del suolo. Stante le basse temperature che si verificano durante la notte, la massa d’aria umida tende a condensarsi in una sorta di nube che avvolge tutto e ristagna fin tanto che un agente esterno (vento o pioggia) non rimescoli la massa d’aria in questione.
Le condizioni per la formazione della nebbia di mare sono invece molto diverse e legate soprattutto alla temperatura che la superficie del mare ha in questo preciso momento.
In inverno, il mare ha una temperatura in media più elevata dell’aria circostante. Il calore accumulato nei mesi estivi viene smaltito molto lentamente nel semestre freddo da parte dell’acqua. Questo determina temperature più elevate in prossimità delle coste, mentre allontanandosi da esse la temperatura diminuisce progressivamente.
In primavera, però, tutto il calore dell’estate precedente è ormai smaltito e l’acqua possiede, quindi, una temperatura più bassa. Anche se la temperatura esterna è già elevata, l’acqua non si scalda subito e rimane più fredda rispetto alla temperatura dell’aria; quindi il mare perde calore molto lentamente, ma altrettanto lentamente lo immagazzina.
Se una massa d’aria caldo-umida indotta da un forte anticiclone come quello attuale si trova a transitare sul mare freddo, non è infrequente il fenomeno della condensazione dell’umidità presente al suo interno che, a contatto con le fredde acque del mare, forma dei banchi di nebbia. Questi si muovono con la direzione del vento nei bassi strati e tendono ad invadere la costa. Questo tipo di nebbia, chiamata nebbia di avvezione marittima è molto frequente a marzo sull’Alto Adriatico, ma anche sul litorale tirrenico e persino in Puglia e in Liguria.
La mappa mostra dove potrebbe originarsi questo fenomeno nella prima mattinata di domani, martedi 30 marzo:

Come vedete, sono molte le zone "papabili" per la produzione di nebbie marittime, che oggi sono già presenti su qualche tratto di costa. Il fenomeno potrebbe originarsi dall’alto/medio Adriatico al Tirreno, fino alle coste della Liguria, della Sardegna orientale e il nord della Sicilia.
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