Giappone: 10 anni fa il tremendo terremoto e lo tsunami che sconvolsero il Paese

Sono passati 10 anni da quell’indimenticabile 11 marzo 2011, quando la terra tremò con estrema violenza nel Pacifico occidentale e si innalzò uno tsunami travolgente su tutte le coste giapponesi. Il terremoto si verificò alle 14.46 a largo della costa di T?hoku con una magnitudo richter 9.1, divenendo uno dei cinque più forti terremoti degli ultimi 120 anni.
Il terremoto fu estremamente violento, ma i danni maggiori furono causati dall’onda anomala che travolse le coste. Nei minuti successivi al potente sisma scattarono gli allarmi che preannunciavano l’arrivo dello tsunami su tutte le coste orientali giapponesi e gran parte dell’oceano Pacifico. Furono attimi di grande tensione in tutto il mondo, dove milioni di persone erano incollate alla televisione o sul web per reperire quante più informazioni possibili su un disastro che si sarebbe compiuto da lì a breve.
La regione più colpita è stata quella di Tohoku, da cui poi ha preso il nome l’evento (Terremoto e maremoto di Tohoku). Furono almeno 16.000 le vittime totali del maremoto, un disastro naturale senza precedenti in Giappone.
"Si tratta di una delle zone sismicamente più attive della Terra dove le placche convergono alla velocità di circa 9 cm/anno, generando il processo noto come subduzione, che è responsabile dei terremoti più forti che avvengono sulla Terra“, spiega l’INGV.
"Il terremoto – prosegue l’INGV – è avvenuto al largo delle coste di Honshu, l`isola più grande del Giappone, e ha generato uno tsunami devastante: I forti terremoti (M>8.5) che avvengono lungo le interfacce di subduzione sono caratterizzati da un`area di rottura lungo il piano di faglia estesa per centinaia di chilometri e sono definiti terremoti megathrust. Poiché avvengono in mare aperto o vicini alla costa, questi terremoti generano uno spostamento repentino del fondo del mare che può causare uno tsunami, proprio come accadde per il terremoto giapponese dell`11 marzo 2011. La stessa area era stata interessata nei secoli precedenti da almeno quattro terremoti di magnitudo maggiore di 8 che avevano generato degli tsunami distruttivi. L`ultimo era avvenuto nel 1933. Il terremoto di Tohoku è uno degli eventi sismici più studiati dai ricercatori di tutto il mondo, grazie all`enorme mole di dati a disposizione, tra cui i dati sismici, quelli geodetici e naturalmente i dati delle variazioni di livello del mare, misurate sulle coste e in offshore”.
Il terremoto di Tohoku è stato almeno 8000 volte più potente di quello di Norcia del 2016 (magnitudo 6.5), tuttavia i danni maggiori sono stati causati proprio dallo tsunami, essendo la faglia molto lontana dalla terraferma. Le prime inondazioni sono avvenute pochi minuti dopo la scossa di terremoto, ma le varie onde disastrose si sono verificate a più riprese per ore.
Sulle coste giapponesi si registrarono onde alte 10 metri davanti alle coste delle prefetture di Iwate, Miyagi e Fukushima, con run-up fino a 38 metri. Addirittura le onde riuscirono a penetrare fino a 5 km nell’entroterra, spazzando via tutto ciò che incontravano sul loro percorso.
Le onde di tsunami hanno la caratteristica di muovere l`intera colonna d`acqua, dal fondo alla superficie e, in mare aperto, dove il fondale è molto profondo, sono difficilmente osservabili e viaggiano a velocità molto sostenute.
Autore : Redazione MeteoLive.it