Clima, con l’aumento delle temperature le zecche preferiscono gli uomini ai cani?


Tra gli innumerevoli aspetti negativi del riscaldamento globale vi è anche l’impatto sulla nostra salute. Per esempio potrebbe favorire lo sviluppo di nuove epidemie a causa degli spostamenti di animali in altri habitat, oppure potrebbe addirittura modificare il comportamento delle zecche, come emerso da un recente studio scientifico.
La ricerca, condotta all’Università della California a Davis e presentata al 68° meeting annuale dell’American Society of Tropical Medicine and Hygiene, ha dimostrato che con temperature globali sempre più alte le zecche potrebbero preferire gli esseri umani all’uomo.
Gli scienziati si sono concentrati sulla zecca portatrice dei batteri detti Rickettsie, microorganismi che nell’essere umano possono causare varie malattie infettive, anche molto gravi. Una di queste malattie è conosciuta come "febbre esantematica delle montagne rocciose" (FEMR) ed è presente quasi esclusivamente negli Stati Uniti.
Se scoperta entro la prima settimana, l’infezione può essere trattata efficacemente con gli antibiotici, altrimenti la malattia esantematica prende piede con sintomi e complicanze anche molto gravi, come l’infiammazione dei polmoni e del cuore. La mortalità della febbre FEMR è addirittura del 20%.
L’esperimento – Gli scienziati hanno sottoposto le zecche a temperature differenti in un ambiente chiuso, dopodichè sono state poste a contatto con cani ed esseri umani, potendo scegliere se attaccare gli uni o gli altri. L’esperimento è avvenuta dapprima ad una temperatura di 23°C, successivamente ad una molto più alta, ovvero 38°C.
I risultati sono stati eclatanti: ad alte temperature un particolare tipo di zecca, nota come "zecca marrone del cane" si è avventata maggiormente verso l’essere umano.
“Abbiamo osservato – sottolinea Laura Backus, che ha coordinato lo studio – che quando le temperature passano da 23,3 a 37,8°C, le zecche marroni del cane ‘preferiscono’ 2,5 volte in più gli esseri umani invece dei cani”.
L’aumento globale delle temperature e soprattutto quello locale, nelle aree dove sono maggiormente diffuse queste zecche, potrebbe causare un aumento delle infezioni e della febbre FEMR.
La febbre delle Montagne Rocciose è diffusa perlopiù negli Stati Uniti e molto localmente in sud America. Fortunatamente in Italia non sembra essere diffusa e in ogni caso per la trasmissione di questa malattia occorre sia la giusta specie di zecca e sia la presenza del batterio Rickettsia.
Nella nostra penisola sono presenti, tuttavia, altri tipi di zecche con altri batteri, le quali possono trasmettere altre malattie infettive seppur con letalità media molto più bassa, come spiegato da Emanuele Mazzoni, docente di Entomologia agraria all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, "Ci sono vari tipi di zecche anche in Europa e in Italia. Nel nostro paese ad esempio se ne contano, stando agli ultimi dati ufficiali, circa 36 specie. E queste in Italia sono associate a sei malattie infettive diverse, secondo quanto riporta l’Istituto superiore di sanità”.
COME ABBASSARE IL RISCHIO – “In generale le segnalazioni di punture da zecche, ad esempio durante escursioni nei boschi e in montagna, risultano in aumento, soprattutto negli ultimi anni”, sottolinea Mazzoni, “complici vari cambiamenti, fra cui probabilmente anche l’aumento delle temperature. Per proteggersi dal rischio di essere attaccati da questi artropodi bisogna seguire semplici regole, solitamente note agli escursionisti, come indossare pantaloni e calze lunghe e vestiti chiari invece che scuri”.
Autore : Redazione MeteoLive.it
