Sull’Artico fa sempre più caldo, ecco i dati del 2020
Come si è comportato il tempo atmosferico nella regione artica in questa estate 2020? Ancora una volta, le notizie che arrivano dagli studi non sono buone e dipingono un quadro drammatico di scioglimento e riscaldamento delle temperature oltre il Circolo Polare Artico.

Sulle regioni artiche le temperature stanno aumentando più rapidamente rispetto al resto del mondo; qui nell’estate del 2020 sono caduti diversi record di caldo, una corsa al rialzo della temperatura che sembra non volersi fermare. Spiccano i +38°C registrati lo scorso 20 giugno all’interno del Circolo Polare Artico, il triste primato è stato raggiunto nella località russa di Verkhoyansk ed è dalla prima volta a memoria d’uomo che si raggiungono temperature così elevate. Per qualche assurdo motivo, quest’anno la notizia sembra aver fatto meno scalpore ma l’estate 2020 è stata ancora una volta funestati da grandi incendi che hanno divorato ettari di vegetazione e di torba. Questi incendi sono stati favoriti proprio dalle temperature elevate e dalle condizioni secche su porzioni estese di Siberia.
A luglio il grande caldo si è fatto sentire anche alle Svalbard e sul Canada settentrionale, con un record di 21,7°C a Longyearbyen e di 21,9°C a Nuvanut. Il grande accumulo di caldo al di sopra delle regioni polari, porta come conseguenza una forte riduzione nell’estensione della banchisa artica che nello scorso 15 luglio ha fatto segnare un nuovo record negativo, pari a 7,51 milioni di chilometri quadrati. Si tratta di un valore molto basso, ben 330.000km² inferiore rispetto al record del 2011. Inoltre nella prima metà di luglio il ghiaccio si è fuso molto rapidamente, con un tasso di scioglimento pari a 146.000 chilometri quadrati al giorno.
Questi dati sono stati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Meteorologia che grazie al contributo di altri enti, ha portato alla luce una situazione preoccupante.
Autore : William Demasi