00:00 2 Settembre 2020

Il CALDO AFRICANO potrebbe ancora tornare? Chiediamolo all’ITCZ

Controlliamo le mosse dell'alta pressione africana con l'ITCZ

Il CALDO AFRICANO potrebbe ancora tornare? Chiediamolo all’ITCZ

 

Un buon metro per cercare di capire le mosse dell’alta pressione africana è l’ormai famoso ITCZ (InterTropical Convergence Zone). Si tratta della zona di convergenza intertropicale situata mediamente sull’equatore. Qui si ha la convergenza degli Alisei dell’emisfero boreale e la risalita di masse d’aria calda che determinano l’area di instabilità equatoriale, con piogge e temporali.

Questa ipotetica linea, chiamata anche equatore climatico, fluttua a nord e a sud a seconda delle stagioni. In estate, tra luglio e settembre, tende ad estroflettersi verso nord di circa 18°/19° sopra l’equatore, in risposta al maggiore o minore vigore della circolazione monsonica delle latitudini tropicali.

I suoi movimenti determinano anche lo spostamento verso sud o nord delle alte pressioni subtropicali (che si estendono immediatamente a nord e a sud della ITCZ), determinando così un forte influsso anche sul tempo di casa nostra.

Una maggior estroflessione dell’ITCZ verso nord facilita le rimonte dell’alta pressione africana verso il Bacino del Mediterraneo e l’Italia. Di conseguenza, in estate, questo parametro diventa fondamentale per la previsione di una possibile risalita del famigerato "Gobbo".

L’ITCZ non viene monitorato in inverno, ma sale sugli altari della cronaca già a partire dal mese di aprile per i motivi suddetti. La mappa in alto ce lo mostra…così come è disposto in questi ultimi giorni, o meglio come era disposto nella TERZA decade di AGOSTO. La linea scura rappresenta la sua altezza media, mentre la linea rossa la posizione assunta dal 20 al 30 agosto.

Cosa notiamo? Partendo dalla regione più occidentale notiamo un ITCZ al di sotto della media, mentre sul settore centrale ed orientale africano questa linea si mostra ancora molto estroflessa verso nord, con un sopramedia marcato; in questa zona il monsone sottostante sta spingendo in maniera violenta, estroflettendo il temuto anticiclone africano verso nord. 

Nel prossimo futuro non si possono quindi escludere puntate del temibile gobbo, ma molto decentrate a levante, ovvero in direzione del Mediterraneo orientale e la Grecia, con un parziale interessamento anche del nostro meridione. 

Sul fianco occidentale invece la spinta del monsone meridionale appare maggiormente contenuta con inevitabile minore foga degli anticicloni sottostanti. Ciò potrebbe determinate frequenti intrusioni del getto atlantico in direzione dell’ovest Europa e il bacino centro-occidentale del Mediterraneo con possibili eventi perturbati sull’Italia settentrionale e parte di quella centrale, segnatamente il versante tirrenico e la Sardegna. 

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Autore : Paolo Bonino