00:00 16 Aprile 2020

Ecco l’anomalia TERMICA e barica che sta condizionando la primavera!

All'origine di questa grossa anomalia la grande quantità di aria fredda ancora presente al Polo, la risalita dell'anticiclone verso il nord del Continente e la discesa del freddo laddove è meno favorevole a generare fenomeni per il nostro Paese.

Ecco l’anomalia TERMICA e barica che sta condizionando la primavera!

Quando l’anticiclone si sbilancia verso nord, per l’Italia ci sono spesso conseguenze perturbate. Ecco l’avverbio "spesso" casca a pennello per la situazione che stiamo vivendo.

Spesso NON significa sempre e infatti in questo caso, le frequenti irruzioni di aria artica, fredda ma secca, non fanno altro che ridimensionare le temperature, inibire la convezione, favorire dunque una sorta di stabilizzazione dal basso, senza interagire con le depressioni che provano da ovest a scendere sul Mediterraneo occidentale.

Ecco una mappa prevista per mercoledì 22 aprile, che testimonia quanto appena esposto, guardate le masse fredde ma secche in rientro da est sull’Italia:

Per farla breve, cosi è difficile che piova. Certo, fosse successa una cosa del genere in pieno inverno avremmo sperimentato ondate di gelo reiterate e un Adriatico pieno di neve, ma ad aprile inoltrato ormai anche la corrente da est non ha più la forza di sfondare con tutto il suo pacchetto di freddo; tende invece a perderlo per strada, a regalarci solo un vento secco da nord-est e un po’ di freddo tardivo.

Guardate da questa mappa relativa alle temperature previste a 1500m la lingua fredda in discesa dal Polo che si assottiglia progressivamente scendendo verso sud, è una mappa prevista per giovedì 23 aprile:

Diverso il discorso se l’aria fredda avesse preso una via più occidentale, sorvolando magari il Mar di Norvegia, parte dell’Atlantico, perlomeno la Manica o il Golfo di Guascogna: ne avremmo viste delle belle.

Ma cosi non è, e l’evoluzione resta quella meno favorevole a precipitazioni diffuse per noi, a meno che entro il 25 aprile, l’est e l’ovest alle basse latitudini non finiscano per dialogare in modo più efficace, come accadeva un tempo: in questo caso la depressione che ne scaturirebbe, come già raccontato in mille salse anche in altri articoli, produrrebbe precipitazioni.

 

Autore : Alessio Grosso