Antartide: carotaggi per ricostruire il clima della Terra
In una remota località dell'Antartide, verrà effettuato uno dei più importanti e complessi studi per comprendere il clima della Terra e studiare le sue fluttuazioni nel passato. Un importante contributo arriva anche dai ricercatori italiani e sarà possibile comprendere ancor più nel dettaglio, la correlazione tra riscaldamento climatico e concentrazione dei gas serra.


Questo mese di aprile è presentato a Vienna durante l’Assemblea dell’Unione Europea delle Geoscienze, un progetto sullo studio del clima della Terra chiamato "Oltre Epica – Oldest Ice". Nella Penisola Antartica saranno effettuati una serie di carotaggi sino a 2730 metri di profondità in uno dei luoghi più inospitali della Terra. Il sito di esplorazione è stato individuato da un team di esperti provenienti da 14 istituzioni di 10 paesi.
Dopo diversi anni di indagini, il sito è stato individuato presso "Little Dome C", distante circa un paio d’ore dalla stazione di Concordia ad una quota di 3233 metri sul livello del mare. In questa zona dell’Antartide il clima presenta un carattere davvero estremo; non piove mai e la temperatura media annua è di -54°C. In estate raramente il termometro supera i -20°C, mentre in inverno i valori precipitano sino a -80°C.

Per quanto riguarda la partecipazione italiana, collaborano allo studio anche l’Enea, l’Università di Venezia ed il CNR.
Sono stati spesi molti sforzi per individuare tutte le zone ideali da perforare in alcuni carotaggi. Olaf Eisen dell’Istituto Alfred Wegener ha guidato il team di ricerca nel percorso di individuazione dei siti.
Non appena l’Unione Europea darà il via al progetto, un team guidato da Carlo Barbante dell’Università Cà Foscari di Venezia, darà il via alle perforazioni previste entro la fine del 2021, cercando di estrarre una carota di ghiaccio spessa almeno 10 centimetri. Gli scavi continueranno durante il periodo estivo sino al 2024, i dati raccolti saranno disponibili entro il 2025.

In un precedente progetto tra il 1996 ed il 2004, nella zona di Concordia i glaciologi avevano estratto importanti campioni di ghiaccio sino a 3270 metri di profondità. Attraverso analisi specialistiche, erano riusciti a ricostruire il clima degli ultimi 800 mila anni.
Durante questo lungo periodo, il clima ha attraversato fasi di raffreddamento e di riscaldamento, periodi glaciali ed interglaciali ad intervalli di circa centomila anni. All’interno di bolle di atmosfera primordiale contenuta dentro il ghiaccio, era stato possibile misurare la concentrazione dei cosiddetti "gas serra" (CO2 – Metano), i dati raccolti hanno messo in stretta correlazione la concentrazione di questi gas con il fluttuare del clima della Terra.
Autore : William Demasi
