INSTABILITA’ a macchia di leopardo sino a mercoledì 18 aprile, poi strada spianata a diverse soluzioni
In sintesi, ecco l'evoluzione del tempo prevista sul nostro Paese nei prossimi giorni; dall'instabilità termoconvettiva pomeridiana all'anticiclone. Nella terza decade di aprile gli scenari tornano molto aperti

Come era nelle previsioni, in queste ore una grande quantità di nubi mescolate a sabbia del deserto sahariano, raggiunge il nostro Paese, rendendo i nostri cieli giallastri e lattiginosi. L’atmosfera risente di un forte aumento della temperatura che si sta manifestando soprattutto alle quote superiori; la nuvolosità prevalente è quella di tipo stratiforme e non provoca precipitazioni degne di sorta. Nelle prossime ore dovremo aspettarci un ulteriore aumento della nuvololosità anche sulle regioni settentrionali, mentre domani, lunedì 16 aprile, è previsto un nuovo cambio di regime della ventilazione che tenderà a provenire dai quadranti nord-orientali.
Tale rotazione del vento ai medi livelli dell’atmosfera, si tradurrà in una accentuazione dell’attività temporalesca lungo l’Appennino centrale e meridionale. A livello sinottico questa situazione sarà oltremodo favorita dal rinforzo di un vistoso anticiclone
sull’Europa centro-settentrionale, in una posizione tale da agevolare le infiltrazioni d’aria fresca direttamente dai quadranti orientali, in rotta verso il Mediterraneo.
Vi sono oggi alcune novità in merito alla DURATA di tale fase atmosferica; soprattutto sulle regioni settentrionali, una maggiore espansione dell’alta pressione, dovrebbe tenere questi settori al riparo dall’instabilità più organizzata che resterà confinata ai rilievi dell’Appennino centrale e meridionale.
In linea col periodo stagionale ormai avanzato, il quadro termico generale resterà ormai attestato su valori gradevoli. Picchi termici massimi spesso e volentieri sopra la soglia dei +20°C, le minime notturne e mattutine ancora fresche.
Volgendo infine il nostro sguardo a LUNGO TERMINE, la circolazione prevista nella terza decade di aprile, rimane soggetto di disputa da parte dei modelli. Alcune soluzioni mettono in luce addirittura l’intervento di una nuova fase instabile di stampo atlantico, altre soluzioni suggeriscono la persistenza di una fase anticiclonica più stabile sin verso il termine del mese. Ambo le previsioni hanno ancora uno scarso margine di successo, anche se sicuramente la tesi instabile, nelle sue diverse varianti, appare ancora quella più probabile.
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Autore : William Demasi
