L’Africa non ruggisce più…
Appare e scompare come un fantasma dai modelli. Questo è certamente un segnale di cambiamento.

E’ vero che solo l’Europa ha sperimentato a fine febbraio quella clamorosa rivincita dell’inverno e che le temperature medie globali sono rimaste comunque abbondantemente sopra la media, ma è indiscutibile che quanto avvenuto stia condizionando (e non poco) la stagione primaverile.
Stiamo infatti assistendo ad un frenetico passaggio di perturbazioni a cui non eravamo più abituati, visto che ultimamente ne transitavano ben poche non solo in primavera ma nell’arco dell’anno e le piogge erano spesso affidate a depressioni.
Ma stiamo anche assistendo ad un Africa incapace di intervenire seriamente in ambito mediterraneo come tante volte era successo nelle primavere degli ultimi 15 anni.
Non stiamo parlando solo di anticicloni subtropicali veri e propri, ma anche delle classiche onde calde che ci interessavano di sponda, quando una saccatura insisteva un po’ più del dovuto sull’Iberia.
Cosa è cambiato allora?
1 il flusso perturbato atlantico risulta finalmente più basso di latitudine
2 la situazione è meno statica perché il Continente si è raffreddato
3 di conseguenza l’Africa con i suoi anticicloni stenta a ruggire.
Potrebbe certamente farlo nel prosieguo nella seconda decade di aprile, ma anche in modo scriteriato e con il rischio di essere "infilzata" dall’aria fredda, ne riparleremo a breve. Per il momento però sembra proprio che certe performances (stile marzo 2004 tanto per intenderci) siano destinate a restare in naftalina.
Autore : Alessio Grosso
