Aria artica sull’Europa: quale percorso potrebbe scegliere?
Dalla prossima settimana una nuova pulsazione dell'alta pressione verso l'oceano Atlantico settentrionale aprirà le porte ad una discesa artica sull'Europa. Ecco l'ipotesi più probabile circa il suo percorso preferenziale.

Si complica la circolazione atmosferica in ambito europeo; nei prossimi giorni dovremo fare i conti con una nuova controffensiva delle correnti instabili artiche sul vecchio continente. A livello sinottico ritroveremo nuovamente l’alta pressione delle Azzorre allungata verso le latitudini settentrionali dell’oceano Atlantico, a creare quello che potremo definire come blocking. Tuttavia non avremo a che fare con un’onda tenace, nè con una pulsazione particolarmente convinta delle masse d’aria calda ad intrudere un Vortice Polare ancora acerbo.
La nuova ondulazione della corrente a getto sarà comunque più che sufficiente a portare le masse d’aria artiche verso le medie latitudini d’Europa, tutto questo avverrebbe per mezzo di una vasta saccatura sul cui lato discendente verrebbe
a trovarsi proprio il nostro Paese, seppur con notevoli variabilità di scenari nell’ambito di una visione d’insieme che accomuna un po’ tutti i modelli.
Abbiamo al momento DUE scenari ritenuti più probabili dai modelli; uno scivolamento delle masse d’aria fredde direttamente dal golfo del Leone al Mediterraneo, oppure, in caso di anticiclone più invadente, l’aria fredda potrebbe riversarsi direttamente sulla Penisola Balcanica.
In caso di affondo dalla Valle del Rodano, vi sarebbero maggiori manifestazioni di instabilità a spasso per la penisola, un calo più pronunciato della temperatura e maggiore ventilazione. Se l’aria fredda scegliesse il percorso più orientale, l’instabilità sarebbe appannaggio delle sole regioni di Mezzogiorno (versanti adriatici), il calo più deciso delle temperature limitato anch’esso ai versanti adriatici, smorzato su quelli tirrenici.
Al momento la seconda ipotesi è da ritenersi più probabile.
Nei prossimi giorni la risoluzione del rebus. In entrambe i casi vi sarebbero scarse conseguenze sul fronte della pioggia sulle regioni settentrionali, laddove con tutta probabilità andremo in contro ad un nuovo periodo secco, seppur dai toni meno preoccupanti rispetto alle settimane scorse.
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Autore : William Demasi
