00:00 30 Giugno 2017

MODELLO EUROPEO: ripresa dell’anticiclone sull’Europa ma nuove insidie si profilano all’orizzonte

Superata la lunga fase di instabilità che ci ha interessati nell'ultima settimana, l'arrivo della prima decade del mese porterà con sè un n uovo rinforzo dell'alta pressione sul Mediterraneo e su di una parte d'Europa. A lungo termine si profilano tuttavia nuovi impulsi d'instabilità che potrebbero riportare ancora tempo inaffidabile sulle regioni del nord.

MODELLO EUROPEO: ripresa dell’anticiclone sull’Europa ma nuove insidie si profilano all’orizzonte

Il primo weekend di luglio porterà con sè il cambio di guardia tra la sinottica meridionale che ci ha interessati sinora, contro una settentrionale che anticiperà l’ingresso dell’alta pressione sui settori centrali del Mediterraneo. In buona sostanza assisteremo al passaggio del cosiddetto "asse di saccatura" che sul nostro Paese non porterà alcun fenomeno significativo se si esclude una rotazione del vento dai quadranti nord-occidentali (Maestrale) che insisterà almeno sino a lunedì 3 luglio, presentandosi particolarmente attiva sui bacini occidentali del nostro Paese.

In seguito ecco ripresentarsi l’anticiclone e con esso i valori termici che tenderanno ad una inesorabile salita che sarà agevolata anche dalla presenza di una piccola depressione sulla Penisola Iberica. Dinanzi a questa depressione il richiamo di correnti meridionali in fase prefrontale, porterà una nuova, breve parentesi di caldo dalla vaga impronta africana tra mercoledì 5 e giovedì 6 luglio, resteremo comunque lontani dai valori di grande calura di queste ultime settimane.

Volgendo infine il nostro sguardo a LUNGO TERMINE, potremo osservare un nuovo tentativo di sfondamento delle correnti instabili oceaniche sull’Europa, l’allungamento di una nuova figura depressionaria che sceglierebbe come asse di sviluppo i settori centrali europei. Il comportamento di questa depressione sul suolo italiano rimane ancora incerto, anche se ancora una volta le regioni più colpite sembrerebbero essere quelle settentrionali. 

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Autore : William Demasi