Condizioni atmosferiche tranquille sino a fine mese, poi…
Confermati scenari di anticiclone con tempo stabile e caldo almeno sino a fine maggio. L'esordio di giugno almeno inizialmente presenterà caratteristiche stabili, un cambiamento forse dopo il 5 e non per tutte le regioni.
Il calendario recita fine maggio ma l’estate (perché ormai è così che la possiamo chiamare) è già entrata in vigore da alcuni giorni. Ritroviamo infatti l’Europa interessata da un’onda anticiclonica di stampo africano che determina un’esplosione anticipata della bella stagione su vasti tratti del nostro continente. Proprio in occasione del weekend, questa figura d’alta pressione raggiungerà il proprio momento di massima forza e sul nostro Paese, nonché su Iberia, Francia e parte della Mitteleurope le temperature tenderanno a salire ancora di qualche grado.
Con gli ultimissimi giorni di maggio sperimenteremo un passaggio graduale di consegne tra una sinottica di stampo dichiaratamente africano ad una di tipo oceanico che però, almeno in un primo momento, non apporterá sul Mediterraneo un grande cambiamento
delle condizioni atmosferiche con uno scenario fatto di scarse variazioni sul tema, estivo e con temperature tendenzialmente elevate.
Soltanto da lunedì 5 di giugno in avanti, potremo sperimentare un certo ribasso del flusso di correnti oceaniche instabili su Penisola Iberica, Francia ed Europa centrale. Questo flusso la cui ondulazione rimane ancora da stabilire, potrebbe poi arrivare ad interessare le nostre regioni settentrionali con un incremento dell’instabilitá ed un clima più ventilato. (da confermare)
Prima di questo periodo saranno possibili manifestazioni d’instabilitá?
Nonostante la presenza dell’anticiclone accompagnato da valori termici abbastanza elevati anche in quota, la spinta ascensionale con l’aiuto dei rilievi sarà sufficiente ad innescare qualche manifestazione temporalesca di natura puramente termoconvettiva. Questi temporali si manifesteranno soprattutto durante le ore pomeridiane e serali privilegiando i settori alpini e prealpini.
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Autore : William Demasi