Far piovere si può: il progetto di inseminazione delle nubi per la produzione di pioggia
Se ne parla tanto, ma come funziona? Può avere effetti benefici?
Sfruttiamo la nuvolosità presente sul territorio per far piovere. Benissimo; il problema è che spesso sulle isole maggiori mancano anche le nuvole e non possiamo inseminare proprio nulla.
Solo alcuni tipi di nubi possono essere poi inseminate: nella fattispecie quelle di tipo cumuliforme oppure gli strati orografici e i nembostrati appartenenti alle grandi perturbazioni invernali.
E’ dunque necessario attendere l’instabilità perchè inseminare i cirri o gli altostrati servirebbe a poco e si rivelerebbe solo uno spreco di denaro.
Il meccanismo parte dal principio che nelle nubi a temperature comprese tra 0°C e -40°C, minuscole particelle note come germi di ghiaccio, agiscono come innesco per la formazione dei cristalli che poi riescono ad accrescersi catturando le goccioline d’acqua. Quando sono troppo pesanti finiscono per cadere al suolo dando luogo alle precipitazioni.
Il problema nasce dal fatto che la “colonia” dei germi di ghiaccio non è molto numerosa, rispetto ad esempio ai nuclei di condensazione che sono abbondanti e sui quali condensa il vapore per formare le nubi.
Lo scopo dell’inseminazione delle nubi è allora proprio quello di far aumentare il numero dei germi di ghiaccio per far aumentare piogge e nevicate.
Si può usare a tal proposito il ghiaccio secco che raffredda ulteriormente la temperatura della nube formando i germi di ghiaccio, oppure agire con lo joduro d’argento, una sorta di clone dei germi di ghiaccio.
Una condizione indispensabile perchè l’esperimento vada a buon fine è il fatto che la parte sommitale della nube deve trovarsi in condizioni di sopraffusione, cioè con goccioline liquide a temperature inferiori a quelle di congelamento.
Un metodo di inseminazione forse più rudimentale consiste nel far bruciare in appositi bruciatori, posti in prossimità dei rilievi, la miscela contenente joduro d’argento.
In questo modo le nubi orografiche che risalgono la montagna possono far cadere parte del loro contenuto sotto forma di nevicate, aumentando così lo spessore dei nevai. In questo modo durante la stagione estiva si potrà sfruttare maggiormente quell’acqua per irrigare o produrre energia elettrica.
Sapete quale stato ha ottenuto i migliori risultati facendo piovere artificialmente? Israele, dove da quando viene usato questo metodo le piogge sono aumentate di quasi il 20%.
Autore : Report di Alessio Grosso