Il Parco di Monza: non solo l’autodromo
Scoprire le bellezze del Parco di Monza, specialmente nel corso della settimana, quando non c'è gran ressa.

Nel 1777 l’arciduca Ferdinando d’Austria volle costruire in una zona della Lombardia, che da Milano conducesse a Vienna lungo la via postale, una villa con giardini.
La villa fu costruita a Monza su progetto del Piermarini con giardini all’inglese. Furono questi i primi giardini all’inglese realizzati in Italia.
Più tardi, sotto il regime napoleonico, Eugenio Beauharnais volle collegare al giardino esistente un parco immenso di oltre 7 milioni di metri quadrati.
Progettisti furono l’architetto Canonica e l’ingegnere Tazzini con la collaborazione di Luigi Villoresi per quanto riguardava la parte botanica. Il progetto iniziale che destinava una parte a bosco, una a campi e una a giardino fu poi modificato. Il parco fu aperto al pubblico tra il 1816 ed il 1859 per volontà del governo austriaco; tornò parco reale con i Savoia sino al 1900, anno della morte di Umberto 1°, allorché fu donato alla città.
Le cascine, già esistenti nei primi decenni dell’Ottocento, con i mulini, le latterie, le stalle e gli animali del Bosco Bello furono migliorate e servirono alle necessità della villa, finché nel 1922 una parte del Bosco Bello fu concesso alla SIAS, una società privata, affinchè costruisse l’Autodromo.
Negli anni seguenti fu ampliato e fu istituita la Scuola Superiore di Agricoltura. In seguito furono date a privati altre aree del parco per l’istallazione di impianti sportivi.
Il parco di Monza, che si trova all’interno di un’area urbanizzata e costituisce un polmone verdissimo di notevole estensione, é aperto al pubblico solo in parte.
Si sconsiglia la visita del Parco durante i giorni di forte vento o di spiccata instabilità. Molti sono infatti i fulmini che vi si abbattono durante i temporali.
Autore : Redazione
