00:00 10 Settembre 2002

Il Parco di Monza: non solo l’autodromo

Scoprire le bellezze del Parco di Monza, specialmente nel corso della settimana, quando non c'è gran ressa.

Il Parco di Monza: non solo l’autodromo

Nel 1777 l’arciduca Ferdinando d’Austria volle costruire in una zona della Lombardia, che da Milano conducesse a Vienna lungo la via postale, una villa con giardini.

La villa fu costruita a Monza su progetto del Piermarini con giardini all’inglese. Furono questi i primi giardini all’inglese realizzati in Italia.

Più tardi, sotto il regime napoleonico, Eugenio Beauharnais volle collegare al giardino esistente un parco immenso di oltre 7 milioni di metri quadrati.

Progettisti furono l’architetto Canonica e l’ingegnere Tazzini con la collaborazione di Luigi Villoresi per quanto riguardava la parte botanica. Il progetto iniziale che destinava una parte a bosco, una a campi e una a giardino fu poi modificato. Il parco fu aperto al pubblico tra il 1816 ed il 1859 per volontà del governo austriaco; tornò parco reale con i Savoia sino al 1900, anno della morte di Umberto 1°, allorché fu donato alla città.

Le cascine, già esistenti nei primi decenni dell’Ottocento, con i mulini, le latterie, le stalle e gli animali del Bosco Bello furono migliorate e servirono alle necessità della villa, finché nel 1922 una parte del Bosco Bello fu concesso alla SIAS, una società privata, affinchè costruisse l’Autodromo.

Negli anni seguenti fu ampliato e fu istituita la Scuola Superiore di Agricoltura. In seguito furono date a privati altre aree del parco per l’istallazione di impianti sportivi.

Il parco di Monza, che si trova all’interno di un’area urbanizzata e costituisce un polmone verdissimo di notevole estensione, é aperto al pubblico solo in parte.

Si sconsiglia la visita del Parco durante i giorni di forte vento o di spiccata instabilità. Molti sono infatti i fulmini che vi si abbattono durante i temporali.
Autore : Redazione