Grandine e pioggia sull’Oltrepo
Mezz'ora di finimondo in Oltrepo pavese.
Una domenica da dimenticare con una grandinata violentissima in Oltrepo, che dalle 12 alle 12,30 ha spazzato via raccolti di una stagione intera. L’Oltrepo pavese domenica mattina si era svegliato sotto una pioggia battente.
Sessanta millimetri di acqua caduti in 48 ore. Poi, attorno alle 11, il cielo si è aperto. Ampi spazi di sereno dopo due giorni ininterrotti di acqua. Passano i minuti. Il cielo si fa sempre più nero. Lampi, tuoni. Alle 12 in punto si scatena il finimondo. Prima chicchi di grandine, senz’acqua, della grandezza di 2 centimetri. Poi acqua mista a grandine.
Per mezz’ora ininterrotta la grandine e la pioggia cadono con violenza inaudita. A farne le spese soprattutto le viti e le culture che in questo periodo erano in fiore: pesche, susine, mele. Una domenica da dimenticare anche per chi ha passato la giornata sull’argine del Po, a guardare il fiume crescere ed a sperare che non si ripetesse l’alluvione di soli due anni fa con i paesi di Arena, San Cipriano e Portalbera con l’acqua sino ai secondi piani delle case.
Al Ponte della Becca, alla confluenza fra Po e Ticino l’acqua sale a dismisura, invade i campi. Ma in serata l’allarme rientra. Fuori dagli argini a Sannazzaro, in Lomellina, l’Agogna che, dopo aver spazzato Novara, prosegue la sua marcia distruttrice sulle risaie del Pavese.
Autore : Alessandro Disperati