00:00 12 Gennaio 2015

L’inverno non arriva a comando…

Chi ha vissuto gli inverni secchi del passato, sa benissimo che l'inverno non arriva a comando solo perchè siamo in gennaio.

L’inverno non arriva a comando…

Il gelido gennaio del 1985, quello nevoso del 1986, quello pazzerello del 54, tanto per fare qualche esempio, non sono la norma. Si dice: è gennaio, nevica, che novità! E invece no, perchè se volessimo proprio cercare il mese con più freddo e mediamente con più neve sul territorio, specie al centro-sud, dovremmo cercarlo in febbraio e non solo nei grandi eventi del 56 o del 29.

Insomma non è scontato, così come molti ritengono, a causa di retaggi famigliari e scolastici infarciti di luoghi comuni e di mezzi ricordi, che l’inverno debba per forza manifestarsi con irruenza a gennaio.

Pochi ad esempio ricordano l’eccezionale ondata di freddo che colpì ai primi di marzo l’Italia nel 2005 o le bufere di neve del marzo 2010, mentre sembra che tutto debba succedere a gennaio, quando spesso in realtà il vortice polare non può essere così frammentato da concedere scambi meridiani marcati.

La neve sulle Alpi nel ventennio 80-2000 è stata spesso deficitaria e dal 2000 anni di vacche grasse si sono alternati ad annate assai povere di neve ed il mondo è proseguito ugualmente. Si tratta di cicli, come ci sono sempre stati ed è chiaro che se il trend termico volge verso un aumento e quello precipitativo verso una diminuzione, 2+2 fa 4 e i ghiacciai si ridurranno.

Inutile però ogni giorno inveire contro il tempo e contro i previsori, che proprio perchè vogliono molto bene alla regolarità climatica, sono i primi ad auspicare che arrivino nevicate in montagna e condizioni termiche nella norma e cercano, anche per la forte passione, di trovare la soluzione che possa sbloccare l’impasse.

Qualche volta la ricerca va a buon fine, altre volte no, l’importante è che i lettori comprendano che il team fa sempre il massimo sforzo per fornire la previsione a lungo termine più affidabile.
 

Autore : Alessio Grosso