00:00 15 Dicembre 2014

…anche gli anticicloni non sono più quelli di una volta!

In assenza di irruzioni fredde rilevanti, un tempo ci pensavano le alte pressioni a portare freddo, gelo e nebbia sulle pianure del nord. Adesso, per avere il freddo, non si può ricorrere nemmeno più a questo stratagemma.

…anche gli anticicloni non sono più quelli di una volta!

Vi ricordate la nebbia in Valpadana? Le fughe degli abitanti del luogo verso la costa ligure per vedere il sole e sentire un po’ di tepore sulla pelle? Tutte cose che fanno ormai parte di un recente passato.

Senza dimenticare la nebbia congelante sugli alberi e sui fili della corrente, originata dall’impatto delle "goccioline nebbiose" sopra gli oggetti a temperatura sottozero. La nebbia congelante poteva durare anche molti giorni e quando se ne andava, la campagna restava ricoperta da un vistoso manto gelato.

Bando alle chiacchere! La Pianura Padana si trasformava spesso in una ghiacciaia quando sull’Italia gravava un forte anticiclone nel periodo invernale. Un esempio su tutti, l’inverno 89-90, che portò moltissima nebbia, gelo e addirittura fenomeni di neve chimica in alcune zone del milanese. L’inquinamento era molto elevato, ma l’inverno (almeno qui) era presente, magari senza vento, senza bufere e senza tempo perturbato, ma l’atmosfera di questa travagliata stagione c’era eccome.

In questi ultimi anni sembra che la natura stia facendo di tutto per non far arrivare il freddo sull’Italia…e in nessun modo. Alla latitanza ormai cronica delle ondate fredde da nord (e soprattutto da est), si affianca la poca tenacia degli anticicloni. Di conseguenza, anche il freddo da inversione che veniva garantito dalle figure stabilizzanti sulle pianure, è venuto a mancare, così come la nebbia e tutti i fenomeni correlati.

Invece di solidi anticicloni come un tempo, ora si sviluppano deboli figure altopressorie sempre e costantemente affiancate da correnti miti oceaniche. La presenza cronica di nuvolosità impedisce al terreno di perdere calore. La nebbia quindi non si forma e con essa viene a mancare anche il freddo da inversione.

Questa situazione può indubbiamente far piacere a molti (meno gelo, meno nebbia e la qualità della vita migliora). Se però ci fermassimo un attimo a riflettere, ci accorgeremo di quanto magra sia divenuta la stagione invernale sull’Italia…sotto tutti i punti di vista.

Avere un eterno autunno (o un eterna primavera) per 12 mesi all’anno non ci sembra un esempio lampante di normalità climatica per il nostro Paese…e gli eventi estremi che sconvolgono l’Italia con sempre maggiore frequenza ne sono una palese testimonianza.

 

Autore : Paolo Bonino