00:00 28 Marzo 2014

I rischi altissimi di un Mediterraneo caldo: delicati i prossimi mesi!

Basta un mare un po' più caldo della norma per sviluppare episodi temporaleschi assai temibili sul bacino centrale del Mediterraneo: i sistemi V-shaped registrati all'inizio della primavera non sono affatto frequenti e la dicono lunga sulle conseguenze di una stagione invernale tanto mite.

I rischi altissimi di un Mediterraneo caldo: delicati i prossimi mesi!

Le temperature superficiali del Mediterraneo che restano calde oltre la norma, dopo un inverno eccezionalmente mite come quello che abbiamo vissuto, fanno davvero pensare che l’Italia per i prossimi mesi, se non interverrà qualche fatto nuovo (poco probabile), cioè un lungo periodo fresco, possa sperimentare situazioni temporalesche particolarmente intense con gravi conseguenze anche per il territiorio e per la popolazione.

I sistemi temporaleschi a “V”, meglio conosciuti come “V-Shaped”, trovano terreno fertile proprio in seno ad un mare più tiepido del normale. Lungo la coda del sistema, cioè alla base della V (il nucleo appare dal satellite con chiara somiglianza a questa lettera dell’alfabeto) si possono generare anche fenomeni rotanti. Tali sistemi si formano nell’ambito di una circolazione depressionaria ben strutturata o lungo il ramo ascendente di una vasta saccatura, sostenuta da un flusso di correnti sud occidentali o meridionali particolarmente veloci. 

Fondamentale è lo "shear", cioè la differente direzione da cui soffia il vento alle varie quote e la presenza del getto in alta quota ai massimi di velocità: si crea così una convergenza al suolo e una divergenza delle correnti in quota con formazione del mostro temporalesco. A sostenere il sistema ci pensa spesso una linea di congesti, in inglese tecnicamente "falnking line" che è presente anche lungo una distanza di 30-40km a ridosso del sistema.

Se negli anni 80 e 90 questi temporali erano relativamente rari, ora stanno diventando sempre più frequenti, provocando non solo danni ma anche vittime. Negli ultimi 10 anni si stima un loro aumento almeno del 15%.

La stagione invernale che abbiamo vissuto e la lunga sequenza, quasi interminabile ormai, di mesi con temperature superiori alla media, lascia pensare che ormai in ogni stagione, ma soprattutto tra la fine dell’estate e l’autunno, il Mediterraneo possa generare temporali di una tale intensità, insistenza e violenza da favorire accumuli di pioggia anche prossimi ai 500-700m nell’ambito di un singolo evento perturbativo, un valore peraltro non lontano da quanto si sperimenta talvolta in Liguria, e non distante dai 1000mm in un solo giorno che caddero a Bolzaneto (GE) nella famosa alluvione dell’ottobre del 1970.

Al sud, visto l’abusivismo edilizio e il degrado ambientale presente in molte zone, basteranno anche quantità di pioggia inferiori per provocare disastri inimmaginabili. Se pertando il trend termico non cambierà, prepariamoci a nuove tragedie, puntualmente annunciate da queste pagine e totalmente sottovalutate dagli organi di competenza.

Autore : Alessio Grosso