La Terra si scalda di meno, parola della NASA
Dal 1998 la temperatura terrestre non cresce più come nei decenni precedenti. Lo rivela un recente studio condotto dagli scienziati della NASA, i quali però aggiungono che potrebbe trattarsi di una situazione transitoria, dopo la quale le temperature potrebbero subire una nuova impennata.
Finora questo dato era solo una semplice linea su un grafico tutto in salita, ora però arrivano anche studi accreditati a confermarlo. Il cosiddetto global warming ha visto l’apice nel 1998, in concomitanza con un intenso episodio di Nino, dopodichè le temperature terrestri sono andate verso una crescita via via minore, fin quasi a stabilizzarsi.
Allora, se la Terra non si scalda più significa che si sta raffreddando? Il ragionamento potrebbe anche essere condivisibile, tuttavia lo stesso studio della NASA rivela che questo assestamento termico potrebbe essere solo una fase transitoria. Fatto sta che persino l’IPCC, nel suo ultimo rapposto rilasciato nel 2013, ha rivisto al ribasso la linea di ascesa delle temperature.
Secondo alcune stime, quando l’anidride carbonica atmosferica sarà raddoppiata rispetto ai giorni attuali la temperatura sulla terra si dovrebbe attestare a +1,4° C rispetto ai valori di oggi, mentre secondo l’ultimo Rapporto, l’IPCC indica che sarà di +1,0 C°. Per contro Drew Shindell, climatologo presso il Goddard Institute della NASA for Space Studies di New York, riferirebbe che lo stesso valore è da rivedere al rialzo fino a un +1,7°C.
Secondo lo stesso Shindell, l’attuale rientro del global warming sarebbe da imputare ad un feedback prodotto dall’eccesso di aerosol dispersi in atmosfera. Le particelle infatti si frapporrebbero alla radiazione solare, inibendo una frazione dell’energia in entrata e sottraendola dal bilancio radiativo globale. A seconda della loro composizione inoltre, alcuni aerosol provocano un riscaldamento, mentre altri creano un effetto di raffreddamento.
Mentre diversi studi avevano dimostrato che l’emisfero settentrionale ha un ruolo più importante dell’emisfero australe nel cambiamento climatico, l’impatto degli aerosol non era quasi mai stato incluso, tanto da generare un difetto nel calcolo degli effetti che essi hanno sulla sensibilità del clima.
Resta ora da vedere, semmai gli aerosol, compresi quelli di produzione antropica, dovessero calare, quali reazioni opporrebbe l’atmosfera, se tornerà a riscaldarsi a spada tratta oppure se questa oscillazione che ha rallentato le ire del global warming, salverà le generazioni future dai cataclismi che in troppi ci hanno propinato per anni.
Autore : Luca Angelini