Le ultimissime della sera: intanto godiamoci l’alta pressione poi…
Rimangono possibili infatti alcune ipotesi di cambiamento nel corso della terza decade, anche se non possiamo fare affidamento su una visione univoca da parte dei vari modelli numerici a nostra disposizione.
ANALISI della situazione attuale: l’Europa centro-occidentale e il Mediterraneo sono sede di un vasto e robusto campo di alta pressione. Il flusso perturbato principale scorre molto a nord e, facendo perno sulla depressione d’Islanda, va a interessare la penisola Scandinava. Sull’Europa orientale un secondo centro di bassa pressione rimane stazionario, agevolando la manovra di contenimento dell’alta pressione, che tuttavia subirà un lieve e temporaneo ridimensionamento nel corso del fine settimana.

Partiamo dal "ridimensionamento" dell’alta pressione nel fine settimana: cosa significa? Nulla di preoccupante. In risposta all’avvicinamento di un centro di bassa pressione dal nord Africa, un nucleo di aria fresca scivolerà lungo il bordo orientale dell’anticiclone che arretrerà alcune decine di chilometri verso ovest.
Tanto basterà per tre eventi, primo: un moderato peggioramento tra venerdì e domenica sulle nostre Isole Maggiori e sulla Calabria, dove avremo possibilità di qualche rovescio o temporale. Secondo: un temporaneo
peggioramento tra sabato e domenica a cavallo delle Alpi centro-orientali, sui cui settori di confine potremo avere anche qualche nevicata fin sotto i 1000 metri.
Terzo: la possibilità che aria lievemente umida vada a "sporcare" i cieli del resto dell’Italia con alcuni filamenti nuvolosi, associati ad un generale rinforzo del vento, seppur in genere innocui e con il sole sempre prevalente.
In seguito a questo, per così dire, affronto, l’alta pressione reagirà con un ulteriore rinforzo, che avrà luogo tra lunedì 17 e martedì 18 marzo, le giornate più belle della prossima settimana.
Dopo questo limite però le strade proposte dai modelli a nostra disposizioni tornano a offrire soluzioni diverse. L’americano propende per la prosecuzione del tempo anticiclonico, con una terza pulsazione tra il 21 e il 22 marzo. Un eventuale peggioramento non sarebbe possibile prima del 26-27 marzo.
Per il modello canadese tra il 20 e il 22 marzo l’alta pressione subirà un netto cedimento tale da permettere l’inserimento di correnti via via più perturbate dal nord Atlantico. La traiettoria nord-occidentale di queste ultime e la difficoltà nello sviluppo di eventuali ciclogenesi in sede mediterranea, fa di questa ipotesi una manovra essenzialmente preparatoria per un vero peggioramento, atteso solo nei giorni successivi.
Il modello inglese invece prosegue lungo la strada intrapresa ormai da qualche giorno, e che insiste sull’inserimento più deciso delle correnti pertubate atlantiche anche sull’Italia, con generale peggioramento a partire dal 20 marzo.
Insomma, come vedete, sarebbe buona norma limitare la gittata previsionale all’arco temporale che offre maggior affidabilità, ossia fino al 19 marzo. Vi abbiamo comunque introdotto i possibili scenari cui andremo incontro anche nella controversa terza decade del mese, questa sera divisa tra il volto mite e soleggiato della primavera e quello più piovoso e turbolento. Chi avrà la meglio?
La risposta nei prossimi dettagliati aggiornamenti.
Autore : Luca Angelini