Con la montagna non si scherza!
Lo scopo è quello di esortare tutti coloro che come me amano la montagna e che spesso rinunciano più facilmente alla sicurezza che alla gita , ad evitare ogni rischio soprattutto legato alle condizioni atmosferiche e climatiche.

Gentile redazione di MeteoLive,
sono un vostro giovane “fan” di Torino e sarei lieto di condividere con voi una disavventura “meteorologica” vissuta nel 2000.
Era uno dei primi giorni di Marzo e un mio amico ed io avevamo deciso di andare a campeggiare per la notte in alta Val Chiusella (Piemonte) per festeggiare quella che secondo noi era una splendida primavera anticipata.
Uniti dalla nostra passione per la natura e per il campeggio libero siamo quindi partiti dopo pranzo.
Arrivati alla fine della strada sterrata che portava alla fine della valle abbiamo imbracciato gli zaini e ci siamo incamminati lungo la parete che portava ad un nevaio 500 metri più su.
Il cielo era plumbeo e minacciava di piovere ma con grande furbizia lo abbiamo ignorato, d’altronde le previsioni davano soltanto nuvolosità diffusa lungo i crinali di confine!
Gli zaini pesavano ma eravamo felici d’essere finalmente fuori da una Torino uggiosa ed inquinata.
Camminammo tre ore senza sentiero ed alla fine arrivammo ad uno spiazzo naturale che dava sulla valle con il nevaio alle spalle; decidemmo perciò di accamparci.
Stavo caricando la legna e rivolsi per un attimo lo sguardo alle cime innevate e fui colpito dalla bellezza delle nuvole che a poco a poco le stavano abbracciando, ignaro del fatto che ciò significasse pioggia sicura!
Si stava facendo buio, ma il campo era pronto, cosicchè ci fumammo una sigaretta in pace. Qualcosa di freddo mi sfiorò il volto, alzai la testa e dal cielo vidi scendere volteggianti tanti piccoli fiocchi di neve.
La poesia del momento fu rotta in un attimo quando subentrò la logica. Cosa avremmo fatto se si fosse messo a nevicare? Indossammo le tute da sci e accendemmo il fuoco dopo aver coperto la legna.
Nell’arco di 5 minuti quei teneri fiocchi s’erano fatti pesanti e fitti e un lieve strato di neve cominciò a coprire tutto , gli alberi , la terra , la tenda e …noi .
Saremmo potuti tornare alla macchina ? No , era buio , nevicava , meglio restare lì fino al giorno dopo !
Erano le 9 di sera quando la nevicata divenne tormenta . Il vento e il freddo ci costrinsero a rifugiarci in tenda .
Un’ora dopo c’erano 20 cm. a terra ed una nebbia impenetrabile scese dalle montagne .
L’unica era cercare di dormire ma faceva troppo freddo ! -5 , -6 , i miei piedi erano congelati e duri . Nell’impossibilità di dormire stammo in dormiveglia ad ascoltare l’ululare del vento , quando , improvvisamente, alle tre del mattino , la tenda crollò sotto il peso della neve . Uscimmo in tutta fretta e ci accorgemmo che la neve era a mezzo metro . Nel panico smontammo quel che restava della tenda e riempimmo gli zaini.
Il mio amico aveva la febbre ed io dovetti mettere i piedi nudi nella cenere calda . La nebbia c’era ancora ma dovevamo andarcene ; così , nel buio tentammo di raggiungere lo sterrato a fondo valle. La cosa strana è che in quei momenti stavamo zitti , ci guardavamo solo negli occhi .Ci sembrava d’essere in un sogno , o forse un incubo !
Alle 5 vedemmo la strada e la percorremmo fino alla macchina . Era lì ! Finalmente !
Ma dovevamo mettere le catene. Il mio amico mi lasciò scongelare i piedi in macchina mentre lui le montava (ancora adesso gli sono grato) .
Alle 6 riuscimmo a partire e in mattinata fummo a Torino.
Andiamo ancora in montagna ma ora il cielo lo guardiamo…
Autore : Ivan Lettini
