SVOLTA INVERNALE dopo fine anno? Anche prima, ecco il parere del modello inglese
L'ultimissima corsa serale del prestigioso modello, elaborato dal Centro di Calcolo di Reading, propone un inverno in crescendo a partire dalla tempesta di Natale, passando per la perturbazione di fine anno e proseguendo poi con occasioni sempre più concrete e diffuse di nevicate, anche a bassa quota. Ecco il commento del nostro previsore di turno.
Ecco a voi l’ultima corsa serale del modello inglese ECMWF, fra gli strumenti principali per poter elaborare una previsione, in progressivo aggiornamento automatico dalle ore 20.00 in poi.
Dalle ore 21.00 appariranno invece via via i commenti e le analisi del nostro previsore di turno riguardo alle mappe più rilevanti e interessanti scelte fra i successivi 10 giorni di previsione.
ANALISI della situazione attuale: sta rinforzando notevolmente proprio in queste ore il già vasto ciclone d’Islanda. Al suo interno ruotano diversi ingranaggi di bassa pressione, uno dei quali, al momento ad ovest del Regno Unito, è quello che diverrà il cuore pulsante della tempesta di Natale, chiamata Dirk. Per ora l’Italia viene lambita da flussi moderatamente umidi, che portano nuvolaglia sparsa, soprattutto al nord. Un’altra circolazione di bassa pressione dal nord Africa si porta verso la Grecia interessando Sicilia e Calabria con una certa nuvolosità ma senza fenomeni di rilievo.

Da questa situazione di partenza pare logica conseguenza lo spostamento di tutto il rotore depressionario atlantico verso levante. Ma non è così, dato che trattasi di un’onda planetaria, ovvero di una saccatura facente parte della grande scala. Le perturbazioni che ruotano entro di esso, inserite in centri di bassa pressione secondari, quelle si che si spostano da ovest verso est. Ecco perchè il periodo tra Natale e Capodanno vedrà transitare diversi corpi nuvolosi.
Almeno tre perturbazioni saranno destinate anche all’Italia: la prima, ormai celebre, è quella
che terrà banco sull’Italia tra la Vigilia (nord), Natale (nord e centro) e Santo Stefano (nord-est, centro e sud). La prima mappa riassume graficamente la situazione per quest’ultima giornata, probabilmente la peggiore delle tre se considerata a livello nazionale.
Corriamo via veloci come le nostre perturbazioni ed ecco che, dopo una relativa e parziale tregua attesa essenzialmente nella mattina di sabato 28, subentrerà un secondo sistema frontale, l’ultima perturbazione del mese di dicembre, l’ultima del 2013, attesa per domenica 29. Dato il profilo termico che si andrà a creare e alla miscelazione delle masse d’aria che interverranno al passaggio di questa perturbazione, pensiamo possa trattarsi di un’occasione per nevicate a bassa quota sul nostro settentrione, magari a tratti anche in pianura sul Piemonte, ma per i dettagli abbiamo ancora tempo.
Nuvolaglia e qualche fenomeno di passaggio sul resto d’Italia, che comunque dovrà vedersela con la perturbazione successiva (ultima figura in basso) la prima del 2014, attesa tra il 31 dicembre (nord) e Capodanno (centro-sud).
Altra perturbazione, altro blocco di aria più fredda in arrivo. Di conseguenza per l’occasione, ci potremo attendere un ulteriore ritocco del profilo termico che, qua e là, inizierà a scendere al di sotto delle medie. Freddo + precipitazioni = neve. E infatti, pur se lo schema descritto è da considerare al momento solo indicativo, una siffatta congiuntura, soluzione matematica dell’equazione di cui sopra, sarebbe teoricamente favorevole allo sviluppo di nevicate fino a bassa quota.
Dovesse andare buca alla prima perturbazione del 2014, ci sarà sempre la seconda, che seguirà a ruota tra il 2 e il 3 gennaio. Chi lo dice dunque, potrebbe essere l’ora della neve in Val Padana e magari qua e là, anche nelle valli del centro.
Insomma l’inverno torna pian piano all’ovile, ci voleva la tempesta di Natale a smuoverlo. D’altra parte c’era il monster anticyiclone da eliminare… scusate se è poco!
Autore : Luca Angelini