Guardate cosa si profila nell’ultima decade del mese!
Scenari molto dinamici, figli di un vortice polare disturbato, con frenata della corrente a getto e conseguenti afflussi freddi verso il sud del Continente.

Era nell’aria! Ne abbiamo parlato diffusamente nei giorni scorsi sin quasi alla nausea. Le probabilità che il vortice polare cominciasse un po’ a scompattarsi con ovvia conseguente frenata della corrente a getto e affondi meridiani di masse d’aria fredde in direzione del Mediterraneo sempre più probabili.
E’ allora arrivata la tempesta di San Martino, ma altre depressioni covano sotto la cenere. Infatti andando a curiosare tra le corse alternative del modello americano, se ne vedono di tutti i colori con tanti affondi perturbati diretti verso
il Mediterraneo, uno più ad ovest, l’altro più ad est, ma alla fine il risultato è sempre quello: circolazione atlantica classica bloccata e molti scambi di calore tra le latitudini.
Abbiamo così provato a proporvene due: la prima ipotesi vede un bombolone gelido piombare sull’Italia intorno a domenica 24 da nord e portare soprattutto freddo, con il maltempo vero e proprio confinato tra sud, Adriatico e regione balcanica, la seconda ipotesi vede invece un affondo molto più ad ovest dell’aria fredda con ritornante umida ma più mite sull’Italia e tanta pioggia ancora di tipo autunnale in arrivo, specie al nord.
Insomma a nostro avviso, prima che il vortice polare possa tornare a girare fisiologicamente a mille, occorrerà aspettare la seconda decade di dicembre, prima sarà difficile.
Autore : Alessio Grosso
