00:00 19 Settembre 2013

Nascita, vita e morte di un anticiclone

Grossi "cupoloni" di alta pressione che ci inglobano! Ma quanto possono durare? Proviamo a dare una risposta.

Nascita, vita e morte di un anticiclone

Le alte pressioni, spauracchio dei previsori e degli addetti ai lavori. Anche le stesse elaborazioni, spesso, non sono in grado di inquadrarli a fondo e un dominio di qualche giorno finisce quasi sempre per prolungarsi più del dovuto.

In passato, anticicloni particolarmente tenaci sono stati in grado di monopolizzare anche intere stagioni, con cedimenti illusori seguiti da rimonte ancora più aggressive e durature.

L’esperienza insegna che gli anticicloni sono spesso figure bariche "recidive" e ogni volta che sullo scacchiene europeo si affaccia una figura di alta pressione molto tenace, come quella prevista per i prossimi giorni, la domanda che ci si pone è sempre e solo una: quanto potrà durare?

Valutare la durata di una figura anticiclonica non è mai cosa semplice. Un’alta pressione nasce, raggiunge il massimo sviluppo e poi invecchia. Questo ciclo può durare tra i 15 ed i 20 giorni, se la struttura si presenta molto tenace. Passato questo periodo, la struttura subisce sempre un disturbo, anche piccolo, portato da un cavo d’onda o da una saccatura ben impostata.

Se le condizioni termodinamiche e sinottiche mutano (ad esempio il vortice polare che subisce una brusca frenata) l’attacco all’alta pressione può essere vincente. In poche parole, la struttura stabilizzante subisce l’attacco e poi esce di scena in maniera definitiva, lasciando spazio a figure bariche di segno opposto. In questo caso, le condizioni del tempo su una determinata area mutano in maniera sostanziale, sia dal punto di vista termico, che barico.

Se le condizioni sinottiche non mutano, l’attacco portato all’alta pressione può essere fine a se stesso. La vecchia alta pressione esce di scena, ma viene immediatamente rimpiazzata da un anticiclone nuovo di zecca…e tutto ricomincia da capo.

In poche parole, sembra che l’anticiclone sia sempre lo stesso. In realtà è un continuo morire e rigenerarsi della struttura, indotto appunto da condizioni sinottiche e termiche particolari.

 

Autore : Paolo Bonino