00:00 14 Giugno 2013

Caldo chiama caldo: se queste mappe si avverassero?

Abbiamo cercato per voi gli scenari più estremi, proprio per il giorno in cui, giovedì 20, quelli ufficiali prevedono l'inserimento di aria più fresca ed instabile da ovest. E' possibile che l'anticiclone respinga l'assalto delle correnti atlantiche e il caldo resti radicato su di noi?

Caldo chiama caldo: se queste mappe si avverassero?

L’anticiclone africano proverà a resistere ad oltranza all’inserimento di aria fresca dall’Atlantico previsto per la seconda parte della prossima settimana?
Se guardassimo molti degli scenari alternativi proposti dal modello americano, potremmo anche pensare di si, ma francamente sarebbe un po’ troppo e la calura a quel punto sarebbe in grado di raggiungere davvero picchi considerevoli sul nostro Paese.
 
Per giovedì 20 infatti, proprio quando tutti gli occhi sono puntati sulla manovra di agganciamento operata dalle correnti atlantiche rispetto al vortice freddo parcheggiato a ridosso dell’Iberia, l’Africa farebbe muro e le correnti fresche non riuscirebbero a penetrare sul Mediterraneo, lasciandoci invece in balia di aria ulteriormente calda che, unitamente al soleggiamento super generoso che coincide con i giorni del solstizio, le isole di calore urbane ed un mare che andrà progressivamente scaldandosi, potranno anche avvicinarsi a valori da record.

Le mappe che vi proponiamo non sono qui per spaventarvi, ma per farvi comprendere quanto risulta difficile il lavoro di interpretazione dell’esperto quando la situazione si fa così delicata. Era da molto tempo che i modelli non si mostravano tanto capricciosi e volubili, cambiando di continuo l’assetto barico, anche quando ormai sembrava che le linee guida fossero state chiaramente indicate.

Questo significa che in un simile contesto la forbice è ancora troppo ampia per tracciare linee di tendenza precise per l’ultima parte del mese; in estate succede raramente, quando arriva l’anticiclone solitamente la previsione è presto fatta, ma ci sta pensando la consueta falla barica ad ovest del Continente a rendere più complessa la previsione a lungo termine.

Il detto neve chiama neve, funzionerà anche per il caldo? Staremo a vedere.
Ad ogni modo le possibilità che queste mappe si avverino è pari al 45%, mentre al momento resta in vantaggio l’ipotesi di una graduale rinfrescata: 55%, sposata dalle corse ufficiali, dunque le più precise, dei principali modelli a nostra disposizione.

Autore : Alessio Grosso