00:00 4 Gennaio 2013

Gli effetti dello Stratwarming escono dal fantameteo: conferme dal modello inglese e dal modello americano

Questa mattina arrivano ulteriori conferme in merito un'evoluzione fredda dello stato atmosferico in Italia ed in Europa entro la seconda decade di gennaio. Per la prima volta ritroviamo conferme sia dal modello americano GFS che da quello inglese ECMWF.

Gli effetti dello Stratwarming escono dal fantameteo: conferme dal modello inglese e dal modello americano

Questa mattina ritroviamo numerose conferme su quella che potrebbe rivelarsi una delle più importanti fasi fredde dell’inverno 2012-2013 sull’Europa e sull’Italia. Con l’avanzare della stagione il naturale rallentamento delle trame bariche del Vortice Polare favorisce già di per una maggiore ondulazione del getto. La conseguenza di queste maggiori ondulazioni sono la creazione di un tipo di tempo che può dimostrarsi votato all’instabilità con masse d’aria fredda che più agevolmente rispetto a prima possono raggiungere le medie latitudini.

Se a questo naturale riassetto barico che avviene all’avanzare della stagione aggiungiamo gli effetti di un eccezionale surriscaldamento stratosferico sul continente euroasiatico, il risultato finale di queste complesse manovre potrebbe risultare eccezionale e votato al grande freddo.

L’inversione dei venti zonali alla quota di 10hpa (circa 35.000 metri) si sta verificando già in questi giorni attraverso un complesso veloce surriscaldamento stratosferico concentrato al di sopra del continente euroasiatico tramite la formazione di una zona d’alta pressione che arreca forte disturbo al Vortice Polare. Gli effetti di questo surriscaldamento impiegheranno circa una settimana dieci giorni prima di giungere al limite della tropopausa (confine stratosfera-troposfera) determinando un’evoluzione fredda sull’Europa.

Questa mattina seppur con tempistiche differenti e con diverse modalità, ritroviamo conferme di questa evoluzione sia dal modello americano GFS che da quello inglese ECMWF:

– Il modello americano GFS prevede un cambiamento della circolazione già a partire da giovedì 10 gennaio. Un veloce rallentamento dell’attività ciclonica sull’oceano Atlantico nord-occidentale favorirà il graduale sviluppo di una struttura di bassa pressione colma d’aria fredda su Scandinavia ed Europa nord-orientale.

 

 

– il modello inglese ECMW comincia ad intravedere segnali tangibili di questo cambiamento da lunedì 14 gennaio con l’arrivo sull’Italia di una prima bordata d’aria fredda da nord-est. Anche secondo il modello inglese andrà perdendo rapidamente d’importanza l’attività delle depressioni canadesi e nord-atlantiche sul comparto nord-occidentale con una sostanziale interruzione della zonalità.

Gli esiti finali delle complesse manovre troposferiche previste all’arrivo della seconda decade di gennaio sono ancora impossibili da valutare.

Seguite gli aggiornamenti.

Autore : William Demasi