Zero termico a 3500 metri: è normale a fine dicembre?
A questo si aggiungano le temperature dei fondovalle, ancora prossime allo zero sulle Alpi, appena sopra in Appenino. E' normale tutto questo?

Vigilia di Natale: Aosta si è risvegliata con 0°C, a Bolzano il termometro segnava all’alba addirittura -5°C, tutto regolare. Salendo di quota però notiamo che l’aria si scalda in modo repentino e oseremmo dire addirittura eccezionale. Rimanendo in Valle d’Aosta alla stessa ora delle rilevazioni precedenti, la stazione del Plateau Rosà a 3500 metri di quota, faceva segnare -2°C, in Trentino quella del Monte Paganella a oltre 2100 +6°C, "solo" -12°C all’Osservatorio Regina Margherita sul Monte Rosa, quota 4559 metri.
Il discorso vale anche per l’Appennino: all’alba +6°C al monte Cimone (Emilia, 2165 metri, figura in basso), +5°C al monte Terminillo (Abruzzo, 2217 metri), +8°C al monte Scuro (Sila, Calabria, 1640 metri). Altri esempi: Milano quota 122 metri s.l.m. ore 00.00 del 24 dicembre, temperatura +0.8°C. Salendo sopra alla metropoli lombarda, a quota 1330 metri s.l.m. stessa ora, temperatura +15.9°C.
Cosa sta accadendo? Si tratta di una situazione di indubbia forte anomalia, portata dal passaggio di un asse anticiclonico nord-africano al di sopra di masse d’aria più fredde precedentemente affluite da latitudini medio-alte, come si conviene in questo periodo dell’inverno. L’aria fredda grava sui fondovalle in virtù del suo peso, agevolata dalle giornate molto corte, mentre alle quote superiori prevale la componente dinamica.
L’anticiclone, che porta con sè infatti aria di origine subtropicale marittima continentalizzata, provoca inoltre intensi moti discendenti che riscaldano ulteriormente la colonna d’aria per compressione, un fenomeno noto tecnicamente come subsidenza. Questa spinta verso il basso si arresta ad alcune centinaia di metri dai solchi vallivi e dalle pianura e genera una impressionante inversione termica.
La massa d’aria stratificata stabilmente impedisce il rimescolamento verticale, così dove fa freddo, ovvero nei fondovalle e sulle pianure (specie al nord), continuerà a fare freddo (a parte un minimo rimescolamento diurno là dove non gravano strati di nubi basse), mentre in quota abbiamo temperature sensibilmente superiori alla norma. Il livello dello zero termico è previsto quest’oggi, Vigilia di Natale, tra i 3200 e i 3500 metri, ma fino a 3800 metri in Sicilia. Per le alte quote sono valori da primavera inoltrata.
Quando rientrerà questa anomalia? Tra Natale e Santo Stefano è previsto l’allontanamento del promontorio anticiclonico nord-africano e il subentro di correnti occidentali di derivazione atlantica. Morale, le temperature in quota torneranno su valori intorno alla norma del periodo nel giro di 36-48 ore a partire dal nord. E il grande freddo? Beh, vista la situazione, ci sarà sicuramente da aspettare.
Autore : Luca Angelini
