Staccata l’alimentazione alla nebbia
Le correnti da nord-est hanno salvato molti voli a rischio, soprattutto da Linate.
Hanno staccato la spina che alimentava le nebbie sulle zone pianeggianti.
Se ne sono accorti tutti al nord: è tornato un cielo limpido e terso quasi ovunque, grazie ai venti più secchi che hanno ripulito l’aria e scacciato via almeno parzialmente i veleni di cui era impregnata.
La nebbia trova energia nel cielo sereno, nell’aria immobile, nei numerosi nuclei di condensazione messi a disposizione dalle aree urbane ed industriali, dalle inversioni termiche indotte dalle aree anticicloniche e naturalmente dal tasso di umidità presente nell’aria.
I suoi nemici sono il Foehn, le nuvole e naturalmente le precipitazioni.
Tuttavia se i venti giungono dai quadranti orientali e si umidificano leggermente passando sul Mar Adriatico, le Alpi Marittime, Cozie e Graie fungono da imbuto in cui si creano le condizioni per la formazione di una certa nuvolosità: l’aria impatta sui rilievi, viene costretta al sollevamento forzato e raggiunge il punto di condensazione.
Ecco perchè‚ al mattino sul Piemonte occidentale si ritrova una fastidiosa coltre di nubi che tende a dissiparsi solo nelle ore più calde.
Un fenomeno analogo si riscontra anche sull’Appennino emiliano.
Autore : Redazione