00:00 8 Settembre 2008

Il dilemma delle macchie solari: ecco cosa non quadra…

Tutto quello che ci disorienta sulle famigerate macchie solari.

Da anni si studia l’influenza delle macchie solari sul clima terrestre unitamente ad altre cause astronomiche.

Ci limiteremo in questa sede ad analizzare il sole. Violente reazioni nucleari producono quantità enormi di energia sulla nostra “palla” gialla che vengono emesse nello spazio.

Si tratta di vento solare e di onde elettromagnetiche.

Ma ad influenzare il clima della terra sembrano soprattutto imputate le macchie solari.

Si vedono spesso anche ad occhio nudo, magari al tramonto, piccole macchie scure sulla superficie del sole. Qualcuno penserà che in questo modo possa diminuire l’energia emessa dalla stella, come se mettessimo una mano davanti ad una lampada puntata verso di noi.

In realtà se le macchie misurano veramente temperature più basse rispetto al resto della superficie solare, intorno ad esse sono presenti facole bianche che emettono moltissima energia e l’effetto che otteniamo è dunque l’opposto di quello che si sarebbe portati a pensare.

Il ciclo delle macchie è di circa 11 anni; i climatologi hanno ipotizzato che ad una minore attività del sole corrispondesse un equivalente raffreddamento sulla terra.

Nel periodo compreso tra il 1645 ed il 1715 vi fu un periodo di scarsa attività solare: clamorosamente questo ha coinciso con la piccola età glaciale, ma attenzione, il confronto non regge negli anni 60, quando ad una aumentata energia solare ha fatto riscontro una graduale ed inspiegabile tendenza al raffreddamento protrattasi fino al 1980.

E’ chiaro che si dovranno allora analizzare altre cause, essenzialmente antropiche, ma anche qui se ben guardassimo le emissioni naturali di carbonio paragonate a quelle prodotte dall’uomo, rimarremmo un po’ perplessi. Che l’uomo “sostenga” il riscaldamento è possibile, ma di quanto e per quanto ancora?
Autore : Alessio Grosso