CAMPANA ANTICICLONICA: vince il sole ma la salute perde
Il tempo guarirà presto su tutta la Penisola, ma questo non è un buon segno. Grave peggioramento della qualità dell'aria nelle grandi aree urbane. Tra martedì e mercoledì però potrebbe venir forzato il lato orientale dell'anticiclone con una ventata d'aria gelida a due passi da casa.
Una enorme campana anticiclonica andrà posizionandosi nei prossimi giorni sul nostro Paese. Abbiamo ovviamente voluto scherzare per farvi capire quale potrebbe essere il protagonista del futuro meteorologico a corto e medio termine sulla nostra Penisola.
E’ un alta pressione “circense” però che non vuole saperne di stare ferma, è una campana che suona a festa, è un bambino irrequieto, un’ anima in pena, non sa trovar pace, è ammalata di egocentrismo, vuole far visita a tutti e non si guarda bene alle spalle.
Il rischio allora è quello di una “pugnalata” dell’aria fredda dal nord Europa che oggi, rispetto a ieri, sembra arrivare più dal Mar di Norvegia che dalla Penisola di Kola. O meglio a “rompere il ghiaccio” potrebbe pensarci una perturbazione che lunedì sfilerà sui Balcani, seguita martedì e mercoledì da aria più fredda che scivolerà sull’Adriatico portando qualche addensamento e un primo moderato calo termico.
Poi tutto sembra ricomporsi, l’alta pressione però punta ancor di più verso nord, va alla scoperta del Baltico e sul lato orientale, il più debole da sempre, si becca un’altra infilata dell’aria fredda: un contropiede micidiale che tra il 2 e il 3 novembre potrebbe davvero portare la neve sulle Alpi Dinariche, su quelle Transilvane, sull’Ungheria, i Carpazi anche a quote basse.
Ribadiamo quanto espresso ieri: basterebbe poco perchè questa corrente riesca ad erodere maggiormente il bordo della nostra campana e presentare anche a noi il primo assaggio d’inverno con la neve sull’Appennino centro-meridionale.
I freddofili dunque sono autorizzati a sperare.
Pessime le notizie sull’inquinamento in città nei prossimi tre giorni:le concentrazioni di biossido d’azoto, di zolfo, del poco noto ma temibilissimo particolato e del benzene, costituirà un cocktail velenoso di tutto rispetto pronto ad aggredire il nostro organismo.
L’accensione del riscaldamento, per quanto in ritardo rispetto all’anno scorso, non farà altro che peggiorare la situazione, aumentando la sospensione nell’aria di particelle solide e liquide che provocano irritazioni agli occhi e alla gola: il PM10 (o particolato appunto).
In pianura non mancheranno anche le insidiose nebbie mattutine.
Da martedì, come detto, però le cose potrebbero cambiare. Resistiamo!
Autore : Alessio Grosso