00:00 1 Giugno 2012

L’Atlantico stronca i sogni di gloria dell’estate

Le fresche correnti provenienti dall'oceano riusciranno a prevalere sulle prime ingerenze nord-africane, rimandando i severi bollori dell'estate a data da destinarsi.

L’Atlantico stronca i sogni di gloria dell’estate

 Aspettavate il grande caldo, quello feroce fonte di notti insonni, quello che ci prende e non ci lascia poi per almeno tre settimane filate, un mese o più? Niente da fare, la stagione proseguirà ancora sino a a tutta la prima decade, e probabilmente anche fino alla metà, con i suoi alti e bassi.

Le intenzioni più nascoste elucubrate dal temibile anticiclone nord-africano, protagonista e fautore di questo caldo rimarranno solo sulla carta e verranno stroncate sul nascere dalle masse di aria fresca proiettate dall’Atlantico verso il suolo europeo. La manovra trova accoglimento anche nella previsione probabilistica degli indici di pressione come l’AO, l’Oscillazione Artica, prevista risalire quel tanto che basta a spalancare un’autostrada di vento che unirà in presa diretta ovest-est l’oceano e il Continente.

Ora, quanto detto non vuol significare che non vivremo giornate calde (ormai siamo praticamente in estate), ma solo che vanno posti opportuni distinguo tra zona a zona e tra periodo e periodo. Il nostro meridione ad esempio potrà comunque assistere ad una breve fase calda tra il 3 e il 5 giugno, con replica più decisa tra il 9 e il 13 giugno.

Anche il centro vedrà apprezzerà questa altalena termica, pur con toni meno accesi. Il settentrione invece se la dovrà vedere con diverse occasioni di tempo instabile, accompagnato da aria più fresca, soprattutto tra il 4 e il 6 giugno compresi. Qui la colonnina di mercurio rimarrà intorno alle medie del periodo (salvo brevi discese in corrispodenza delle fasi acute del tempo instabile) e vi rimarrà almeno sino al 10-11 giugno, salvo poi tendere ad un lento e graduale rialzo nei giorni a seguire.

Anche questa volta però l’Italia intera rimarrà a distanza di sicurezza dai ben noti eccessi cui gli esordi dell’estate ci avevano abituato nelle annate più recenti. 

Autore : Luca Angelini