00:00 30 Giugno 2017

Gli iceberg puzzano ed emettono suoni…

Sul Titanic sarebbe bastata una navigazione più prudente ed attenta per evitare la collisione contro queste montagne di ghiaccio.

Gli iceberg puzzano ed emettono suoni…

"Quanti sono i passeggeri Signor Murdoch?" 
"2223 anime, signore".

E’ uno dei passaggi più emozionanti del film di Cameron, Titanic, che sicuramente avrete visto e stravisto. E’ il Comandante Smith che, appreso dal costruttore, il Signor Andrews, che la nave è spacciata, si appresta con dignità a gestire la tragedia, cosa che non gli riuscirà peraltro molto bene (nel film) per lo stato di choc che lo coglierà col passare dei minuti, mentre il personaggio reale nei minuti finali sembrerebbe comportarsi coraggiosamente. 

Non sto qui a dilungarmi su tutti i particolari infiniti legati alla vicenda di questa nave, così come non posso nemmeno permettermi di considerare le conseguenze di un impatto frontale piuttosto che laterale, così come è stato deciso di affrontare l’iceberg nella concitazione di quei momenti. Sappiamo che l’amministratore delegato della White Star aveva fatto pressione affinchè Smith spingesse al massimo il transatlantico per arrivare il prima possibile a New York e dimostrare quanto fosse veloce il Titanic, sappiamo anche che tutte le segnalazioni di iceberg ricevute dal Titanic furono praticamente ignorate o perlomeno non indussero il comandante a rallentare la marcia o a seguire rotte alternative, come sarebbe stato più logico in aprile, su un pianeta appena uscito dalla piccola era glaciale, nel quale aprile era ancora un mese prettamente invernale a quelle latitudini.

Pare altresì certo che gli uomini in vedetta non disponessero in quel viaggio di binocoli per l’osservazione a distanza di pericoli, tra cui gli iceberg. Nel rimpasto frettoloso di ufficiali nel porto di Southampton i binocoli furono presi in consegna da un sottufficiale sceso dalla nave. La presenza di iceberg però difficilmente passa inosservata, perchè anche se non si vedono, gli iceberg, specie se sono molti, tendono a diffondere nell’aria un tipico odore puzzolente, quello dei fossili contenuti nel ghiaccio che, con la fusione, vanno in decomposizione. Un odore che io ho stesso ho avvertito spesso nei miei viaggi nelle terre del grande nord e più di una volta.

La densità del ghiaccio è inferiore a quella del mare, per questo l’iceberg galleggia, ma circa l’85-90% del suo volume rimane sotto la superficie marina, questo avrebbe dovuto indurre gli ufficiali a navigare prudentemente, considerando le conseguenze di un impatto simile. Se pensate che in Atlantico fu avvistata una montagna di ghiaccio che sporgeva dal mare di quasi 170m, capite bene che non stiamo giocando con i cubetti che infiliamo d’estate nei nostri bicchieri per rinfrescare le bibite.

Non basta: è risaputo che quando un iceberg si scioglie, produce un suono particolare, denominato Bergie Seltzer, dovuto alla liberazione delle bolle di aria compressa rimaste intrappolate negli strati di ghiaccio. Ovvio che procedendo a velocità sostenuta, con lo sciabordio delle onde, sarebbe risultato impossibile udirlo, ma procedendo lentamente forse no.

Forse era destino, ma da allora, fin dall’anno successivo alla tragedia, fu istituito un servizio importante per il monitoraggio degli iceberg, e nel corso degli anni ne sono nati molti altri. 

 

Autore : Alessio Grosso