00:00 11 Novembre 2020

Stagioni a confronto: il film dell’autunno inverno 2011-2012

Breve sintesi della stagione autunno-inverno 2011-2012.

Stagioni a confronto: il film dell’autunno inverno 2011-2012

Ci limiteremo brevemente a riassumere quanto accaduto durante la stagione autunno-inverno 2011-2012, non priva di spunti interessanti e contrassegnata purtroppo da diversi episodi alluvionali, ma anche da uno storico episodio di freddo e neve.

Si parte con un’estate che, nel momento in cui sembrava in procinto di cadere, ha dato il meglio di sè, riscaldando oltre misura il Mediterraneo e fornendo così ulteriore energia per i disastrosi episodi alluvionali che si sono registrati a Genova, alle Cinque Terre, a Barcellona Pozzo di Gotto, così come al forte nubifragio che ha colpito la Capitale, senza dimenticare l’alluvione a Marina di Campo, la famosa località turistica dell’Isola d’Elba.

Sono poi seguite settimane caratterizzate da correnti da nord-ovest che hanno portato molta neve sui pendii nord-alpini, una discreta quantità anche sui versanti adriatici dell’Appennino e su quello meridionale. Al sud, specie sulle regioni estreme, si è registrata una piovosità sensibilmente superiore alla media. L’immobilismo dell’anticiclone, con un cuneo sempre pronto a proteggere il nord-ovest, relegava la gran parte dei fenomeni all’Adriatico, al sud e ai Balcani.

Si arrivava così al modesto passaggio perturbato al nord del 2 gennaio, seguito da una bufera di neve da nord-ovest sulle Alpi a cavallo dell’Epifania che, grazie all’eccezionale intensità della corrente a getto, consentiva lo sfondamento verso sud delle precipitazioni per molti km, ma concentrava le precipitazioni più intense sui versanti esteri e sulle creste di confine.

La neve tornava nuovamente a cadere sul settore appenninico. Poi l’anticiclone regalava momenti più tranquilli con qualche episodio di neve dalla nebbia o neve chimica in Valpadana.

Verso la fine di gennaio ecco la svolta invernale eccezionale che caratterizzerà poi tutta la prima quindicina di febbraio, con blocco gelido in retrogressione dalla Siberia, ponte anticiclonico Azzorre-Russia, nevicate dapprima al nord-ovest, anche oltre 40cm nel Torinese, poi soprattutto al centro-sud con neve anche a Roma in due distinti episodi e in altri due momenti a sfondo temporalesco, nevicate eccezionali su gran parte dell’Appennino emiliano-romagnolo e centro-meridionale, soprattutto tra Emilia-Romagna, Urbinate, e più in generale su Marche, Abruzzo, Molise, ma anche Lucania, Frusinate.
 
Ad Urbino non ci sono precedenti di nevicate simili nell’ultimo secolo, per trovare qualcosa del genere occorre arrivare al 1884.

Mentre le Alpi restavano a secco e sulla Valpadana cadeva solo qualche centimetro, eccezion fatta per l’Emilia-Romagna, il gelo si rivelava di quelli tosti, superando il 96 ed il 91 ed arrivando ad essere paragonato, pur con qualche distinguo per intensità a durata, a quello del 1985.

Tutto cambiava radicalmente nella seconda metà di febbraio con il crollo del ponte barico Azzorre-Russia e un repentino rialzo delle temperature che si trascinerà sino alla fine della stagione, portando a superare anche qualche record di temperatura in Piemonte e in Alto Adige.

In tutto questo c’è stato lo zampino della Nina? Probabilmente si.

Autore : Alessio Grosso