Fine mese col batticuore
Arriva o non arriva sta benedetta neve?

Si aspetta. Si aspetta di sapere se l’inverno farà il botto oppure terminerà piuttosto indegnamente a sud delle Alpi. Ci sono segnali incoraggianti, ma anche segnali contraddittori.
Di sicuro c’è solo il consueto guasto lungo le regioni adriatiche tra martedì e mercoledì, mentre già solleva molti interrogativi l’affondo, peraltro incertissimo, di ciò che rimarrà di una saccatura atlantica nel cuore del Mediterraneo, atteso tra sabato 28 e domenica 29.
Solitamente, avvicinandosi all’evento, saccature da cui si staccano gocce fredde con geopotenziali piuttosto alti, vanno incontro ad un nulla di fatto, ma siccome non resterebbe poi molto altro da dire sino ai primi di febbraio, è bene tener accesa la fiammella del cambiamento.
Se fallisse anche questo tentativo, ci sarebbero ancora due strade per arrivare all’inverno: la prima da est, con una retrogressione fredda più importante per i primi di febbraio, che implicherebbe almeno temporaneamente o un blocco del flusso zonale o un suo trasferimento a latitudini quasi polari, la seconda è una doppia azione, da est e poi da nord, in seguito al collassamento, per nulla certo del vortice polare.
Attendibilità attuale di questa retrogressione: medio-bassa 40%.
Di certo c’è sicuramente la formazione di un anticiclone tra la Scandinavia e la Russia, ma se avrà importanza per il destino dell’inverno in sede mediterranea è ancora presto per dirlo. Del resto cambiare l’abitudine di una stagione votata costantemente alle correnti da nord-ovest è impresa titanica.
Autore : Alessio Grosso
