L’anticiclone ora farà sul serio ma si vede il guasto dal 31
Anticiclone sugli scudi: caldo per quasi tutta la terza decade di maggio, poi possibile colpo di scena durante il Ponte legato alla festa del 2 giugno.

Tra il 21 e il 30 maggio l’Europa centro‑meridionale, Italia compresa, si troverà sotto la protezione di un robusto campo anticiclonico di matrice subtropicale, destinato a garantire diversi giorni di tempo stabile, soleggiato e via via più caldo. Non sarà però un dominio incontrastato dall’inizio alla fine: qualche disturbo al Sud si farà ancora sentire nella fase iniziale, mentre sul finire del mese si intravede un possibile cedimento barico con riflessi proprio sul Ponte del 2 giugno.
21–24 maggio: anticiclone in rinforzo, ma con disturbi al Sud
Nella prima parte della fase considerata, l’anticiclone si allungherà verso il Mediterraneo centrale ma con un asse ancora leggermente decentrato, consentendo a infiltrazioni più fresche in quota di lambire il Mezzogiorno.
Nord e Centro:
Prevalenza di sole e stabilità, con qualche modesto addensamento pomeridiano sui rilievi. Temperature in graduale aumento, con massime che si porteranno spesso tra 26 e 30°C, localmente oltre in pianura.
Sud e Sicilia:
Residua instabilità legata a aria più fresca in quota.
Rovesci e temporali sparsi soprattutto tra zone interne e rilievi.
Locali sconfinamenti verso le coste adriatiche e ioniche nelle ore pomeridiane/serali.
Termiche più contenute rispetto al Nord, ma in progressivo riallineamento.
In questa fase il quadro è già pre‑estivo al Centro‑Nord, mentre il Sud smaltisce gli ultimi “strappi” instabili prima di entrare a pieno titolo nel dominio anticiclonico. Ecco la mappa barica tratta dal modello GFS su base grafica Meteologix:

25–30 maggio: caldo per tutti, punte di 32–33°C
Con il consolidarsi dell’anticiclone, il suo cuore caldo tenderà a posizionarsi più direttamente sull’Italia, favorendo una omogeneizzazione del tempo lungo tutta la Penisola.
- Stato del cielo: prevalenza di cielo sereno o poco nuvoloso su gran parte del territorio. Qualche cumuliforme pomeridiano sui rilievi alpini e appenninici, con basso rischio di fenomeni.
- Temperature: valori massimi in ulteriore aumento, con punte di 32–33°C soprattutto in pianura Padana interna (Mantovano, Emilia, bassa Lombardia, Pavia, Piacenza), in alcune valli interne del Centro, in particolare Toscana e Umbria. Lungo le coste, clima più mitigato dalle brezze marine, ma comunque con massime spesso oltre i 26–28°C.
- Percezione del caldo: nelle aree urbane e di pianura, complice l’isola di calore e la scarsa ventilazione, il caldo potrà risultare moderatamente afoso nelle ore centrali del giorno. Notti ancora in parte sopportabili, ma con tendenza a minime in rialzo, specie nei grandi centri.
Si tratterà, a tutti gli effetti, di una prima ondata di caldo pre‑estivo, pur senza estremi da piena estate africana.
Dal 31 maggio: possibile cedimento, saccatura in ingresso e rovesci
Sul finire del mese, i principali scenari modellistici ipotizzano un indebolimento del campo anticiclonico sul Mediterraneo centrale, per l’avvicinamento di una saccatura atlantica o nord‑atlantica. La vediamo in questa mappa tratta dal modello GFS su base grafica Meteologix prevista per il 31 maggio:

Evoluzione sinottica possibile:
- Affondo di aria più fresca in quota verso l’Europa occidentale e il Mediterraneo centrale.
- Ondulazione del getto con formazione di un minimo barico o di un cavo d’onda in grado di “sfondare” sull’Italia, specie al Centro‑Nord.
- Effetti attesi (scenario probabilistico attendibile al 55%, non ancora definitivo):
- Aumento dell’instabilità a partire dal Nord, con rovesci e temporali in estensione a parte del Centro.
- Caldo ridimensionato:
calo termico più sensibile su Nord e versante tirrenico; attenuazione più graduale al Sud, dove il caldo potrebbe persistere un po’ più a lungo.
Il “danno” per il Ponte del 2 giugno (e la beffa del tempo)
Se questo scenario venisse confermato, il Ponte del 2 giugno rischierebbe di essere interessato da: tempo più instabile su una parte del Paese, in particolare al Nord e localmente al Centro; temperature in calo, con valori più vicini alle medie del periodo o leggermente sotto in caso di passaggi perturbati più organizzati; maggiore variabilità tra una regione e l’altra, con finestre soleggiate alternate a rovesci e temporali.
Dal punto di vista di chi programma vacanze e spostamenti, sarebbe certamente un “colpo basso” dopo dieci giorni di anticiclone quasi incontrastato. Ma, come dico da sempre:
“Il tempo si fa beffe di ponti e vacanze: quando decide di cambiare, cambia.”
Ed è esattamente questo il punto: la dinamica atmosferica non “vede” i nostri calendari. Le fasi stabili e quelle instabili si alternano secondo equilibri energetici e circolatori su scala emisferica, non in base ai weekend lunghi.

