13:28 20 Maggio 2026

L’anticiclone ora farà sul serio ma si vede il guasto dal 31

Anticiclone sugli scudi: caldo per quasi tutta la terza decade di maggio, poi possibile colpo di scena durante il Ponte legato alla festa del 2 giugno.

L'avanzata di una saccatura potrebbe cambiare il tempo dal 31 maggio.

Tra il 21 e il 30 maggio l’Europa centro‑meridionale, Italia compresa, si troverà sotto la protezione di un robusto campo anticiclonico di matrice subtropicale, destinato a garantire diversi giorni di tempo stabile, soleggiato e via via più caldo. Non sarà però un dominio incontrastato dall’inizio alla fine: qualche disturbo al Sud si farà ancora sentire nella fase iniziale, mentre sul finire del mese si intravede un possibile cedimento barico con riflessi proprio sul Ponte del 2 giugno.

21–24 maggio: anticiclone in rinforzo, ma con disturbi al Sud

Nella prima parte della fase considerata, l’anticiclone si allungherà verso il Mediterraneo centrale ma con un asse ancora leggermente decentrato, consentendo a infiltrazioni più fresche in quota di lambire il Mezzogiorno.

Nord e Centro:
Prevalenza di sole e stabilità, con qualche modesto addensamento pomeridiano sui rilievi. Temperature in graduale aumento, con massime che si porteranno spesso tra 26 e 30°C, localmente oltre in pianura.

Sud e Sicilia:

Residua instabilità legata a aria più fresca in quota.
Rovesci e temporali sparsi soprattutto tra zone interne e rilievi.
Locali sconfinamenti verso le coste adriatiche e ioniche nelle ore pomeridiane/serali.
Termiche più contenute rispetto al Nord, ma in progressivo riallineamento.

In questa fase il quadro è già pre‑estivo al Centro‑Nord, mentre il Sud smaltisce gli ultimi “strappi” instabili prima di entrare a pieno titolo nel dominio anticiclonico. Ecco la mappa barica tratta dal modello GFS su base grafica Meteologix:

L'anticiclone nella posizione prevista tra il 22 e il 25 maggio con il sud esposto ad una circolazione di aria più fresca, mappa GFS su grafica Meteologix.

25–30 maggio: caldo per tutti, punte di 32–33°C

Con il consolidarsi dell’anticiclone, il suo cuore caldo tenderà a posizionarsi più direttamente sull’Italia, favorendo una omogeneizzazione del tempo lungo tutta la Penisola.

  • Stato del cielo: prevalenza di cielo sereno o poco nuvoloso su gran parte del territorio. Qualche cumuliforme pomeridiano sui rilievi alpini e appenninici, con basso rischio di fenomeni.
  • Temperature: valori massimi in ulteriore aumento, con punte di 32–33°C soprattutto in pianura Padana interna (Mantovano, Emilia, bassa Lombardia, Pavia, Piacenza), in alcune valli interne del Centro, in particolare Toscana e Umbria. Lungo le coste, clima più mitigato dalle brezze marine, ma comunque con massime spesso oltre i 26–28°C.
  • Percezione del caldo: nelle aree urbane e di pianura, complice l’isola di calore e la scarsa ventilazione, il caldo potrà risultare moderatamente afoso nelle ore centrali del giorno. Notti ancora in parte sopportabili, ma con tendenza a minime in rialzo, specie nei grandi centri.

Si tratterà, a tutti gli effetti, di una prima ondata di caldo pre‑estivo, pur senza estremi da piena estate africana.

Dal 31 maggio: possibile cedimento, saccatura in ingresso e rovesci

Sul finire del mese, i principali scenari modellistici ipotizzano un indebolimento del campo anticiclonico sul Mediterraneo centrale, per l’avvicinamento di una saccatura atlantica o nord‑atlantica. La vediamo in questa mappa tratta dal modello GFS su base grafica Meteologix prevista per il 31 maggio:

Il potenziale guasto del 31 maggio secondo GFS su base grafica Meteologix.

Evoluzione sinottica possibile:

  • Affondo di aria più fresca in quota verso l’Europa occidentale e il Mediterraneo centrale.
  • Ondulazione del getto con formazione di un minimo barico o di un cavo d’onda in grado di “sfondare” sull’Italia, specie al Centro‑Nord.
  • Effetti attesi (scenario probabilistico attendibile al 55%, non ancora definitivo):
  • Aumento dell’instabilità a partire dal Nord, con rovesci e temporali in estensione a parte del Centro.
  • Caldo ridimensionato:
    calo termico più sensibile su Nord e versante tirrenico; attenuazione più graduale al Sud, dove il caldo potrebbe persistere un po’ più a lungo.

Il “danno” per il Ponte del 2 giugno (e la beffa del tempo)

Se questo scenario venisse confermato, il Ponte del 2 giugno rischierebbe di essere interessato da: tempo più instabile su una parte del Paese, in particolare al Nord e localmente al Centro; temperature in calo, con valori più vicini alle medie del periodo o leggermente sotto in caso di passaggi perturbati più organizzati; maggiore variabilità tra una regione e l’altra, con finestre soleggiate alternate a rovesci e temporali.

Dal punto di vista di chi programma vacanze e spostamenti, sarebbe certamente un “colpo basso” dopo dieci giorni di anticiclone quasi incontrastato. Ma, come dico da sempre:

“Il tempo si fa beffe di ponti e vacanze: quando decide di cambiare, cambia.”

Ed è esattamente questo il punto: la dinamica atmosferica non “vede” i nostri calendari. Le fasi stabili e quelle instabili si alternano secondo equilibri energetici e circolatori su scala emisferica, non in base ai weekend lunghi.

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