00:00 3 Giugno 2004

Cos’è un “rovescio”?

La definizione sfugge ai meno esperti e solo faticosamente sta entrando nel parlato quotidiano popolare.

Cos’è un “rovescio”?

Cosa significa rovescio?
Non stiamo parlando di un colpo tennistico e nemmeno di un lavoro a maglia, ma semplicemente di un forte acquazzone anche a carattere nevoso o grandinifero, generalmente di breve durata; tuttavia, l’aggettivo che lo accompagna, ci aiuta a capire meglio se si tratta di un episodio marginale nell’ambito di una giornata estiva complessivamente soleggiata, oppure di precipitazioni da non sottovalutare.

L’espressione “intensi rovesci anche temporaleschi”, ascoltata alla radio, dovrà metterci in allerta se ci troviamo in montagna, magari in un campeggio in prossimità del letto di un torrente in secca dopo la siccità estiva.

I responsabili dei boy-scout quando scelgono un luogo in cui accamparsi devono prestare la massima attenzione al minimo segno di sviluppo di cumulonembi nel cielo.

Parimenti le piccole comunità le cui case sono state imprudentemente costruite lungo le sponde di un fiume che subisce piene improvvise, dovrebbero disporre di un piano di emergenza: lanciare l’allarme anche solo qualche minuto prima di una piena può contribuire a salvare molte vite.

Il termine tecnico rovescio va pertanto conosciuto e ben interpretato.
Autore : Alessio Grosso