00:00 16 Agosto 2012

Quando la città diventa proibitiva

Quando la stagione si fa dura, in città si sta proprio male.

Quando la città diventa proibitiva

Una grande città nel mese di agosto. I negozi chiusi, le strade deserte, il caldo che fonde i marciapiedi, le aiuole rinsecchite. Di notte si dorme solo se hai la casa climatizzata, altrimenti ti becchi 30°C e passa anche a mezzanotte. Il condizionatore poi, oltre a provocare tutta una serie di disturbi, grava moltissimo sulla bolletta dell’elettricità, anche se gli impianti di nuova generazione consentono un maggiore risparmio.

Al lavoro altra botta d’aria condizionata. Del resto siamo stati condannati a lavorare per poter vivere, ma quando fa questo caldo certo bisognerebbe riuscire a stare lontani da queste prigioni di cemento.

Invece difficilmente azzecchi il periodo di vacanze giusto in cui sfuggire dalla grande calura. Del resto se il padrone conoscesse l’orario d’arrivo del ladro, non si lascerebbe svaligiare la casa. La parola d’ordine allora è resistere, resistere, resistere, ma con i bambini diventa dura. Loro vogliono stare all’aria aperta sempre e portarli sotto il sole delle 16 a 37°C o più nei parchi, dove fra l’altro i bimbi in questo periodo si contano e dove si nascondono pericoli di ogni genere (malintenzionati in primis), non è proprio il massimo.

Allora ecco l’invenzione del centro commerciale, anche se i pediatri li sconsigliano vivamente, perchè ricettacolo di malattie. Però qui almeno stai al fresco, c’è qualche gioco per loro e si tira la cena. Di meglio ci sarebbe la piscina, ma coi genitori che lavorano chi ce li porta? I nonni? Difficile, la baby sitter forse, per quei pochissimi che se la possono permettere.

Tutto sommato comunque si sopravvive. Ho passato l’infanzia all’ottavo piano di un edificio di una grande città in pieno luglio ed anche in agosto, senza condizionatori, a fare la vedetta per temporali che, almeno una volta, talvolta arrivavano davvero a rinfrescare un po’ l’ambiente. Quando mia madre mi portava in ufficio con lei tutti resistevano al caldo senza aria condizionata. Qualcuno obietterà che non c’era il caldo degli ultimi anni. Mica tanto, di caldo in città ne abbiamo sempre avuto tanto, sia negli anni 80 che 90.

Autore : Alessio Grosso