Svolta METEO da San Valentino: le novità
E lo strat-warming non c'entra. Ecco cosa potrebbe accadere.

Il maltempo autunnale di questa prima decade di febbraio potrebbe lasciare il posto intorno a San Valentino ad una parziale svolta meteo.
In altre parole, per cause fisiologiche di avanzamento stagionale in sede troposferica, e dunque senza avere nulla a che fare su ciò che accade e accadrà in stratosfera, le correnti atlantiche potrebbero finalmente ondulare, grazie soprattutto al supporto di un redivivo anticiclone che, dopo settimane di assenza, potrebbe tornare timidamente a farsi largo sul Mediterraneo occidentale, favorendo una rotazione delle correnti dai quadranti settentrionali, cosa che non si vede ormai da circa un mese.
Con l’ingresso delle correnti da nord-ovest le temperature potrebbero diminuire ovunque, specie al centro-sud, riportando finalmente un po’ di neve anche lungo la dorsale appenninica e ricordandoci che, in fondo, siamo ancora a febbraio.
Questo dice anche la media degli scenari del modello ECMWF che propone semplicemente un’alternanza tra situazioni da nord-ovest e quelle da sud ovest, foriere di altre precipitazioni, ma è chiaro che se entrasse un po’ d’aria fredda, le nevicate successive potrebbero ancora presentarsi a quote basse, viceversa la quota neve risulterebbe sempre più alta con il progredire della stagione verso la primavera.
Ecco comunque la mappa delle medie, su base grafica Meteociel:

Ecco uno scenario che ha contributo a generare la media che abbiamo osservato qui sopra ed evidenzia una forte corrente settentrionale fredda proprio per San Valentino, che porterebbe spruzzate di neve sulle Alpi di confine e lungo la dorsale appenninica centro-meridionale con venti sostenuti e un po’ di freddo invernale.

Ma qualcuno si chiederà: non ci sono scenari più spiccatamente invernali? Si, qualcosa si vede. Ad esempio la risalita dell’anticiclone verso il nord Europa con un nucleo gelido in rientro da est, sempre per lo stesso intervallo temporale, si scorge in 4 scenari su 30, è da segnalare ma certamente la sua attendibilità è bassa.
Anche qui, contrariamente a quanto si potrebbe ipotizzare, si tratterebbe di un movimento quasi del tutto svincolato dalle azioni stratosferiche, ma non per questo meno invernale, anzi:

Quel lobo gelido tracciato dal modello GFS (su base grafica Meteociel) sarebbe una vera spina nel fianco dell’Europa e potrebbe anche riportare condizioni invernali sul nostro Paese, ma come detto la sua attendibilità non supera attualmente il 13,3%.
E’ un segnale di bassa convergenza modellistica, ma ne terremo comunque conto.
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