Il MALTEMPO cova sul Natale con pioggia e neve
Dal 22 dicembre circolazione depressionaria sul Mediterraneo: rischio neve e freddo soprattutto da Santo Stefano in poi.

Una nuova figura depressionaria è pronta a interessare gran parte del Paese a partire da lunedì 22 dicembre, aprendo una fase di maltempo diffuso. Le prime precipitazioni colpiranno le regioni tirreniche, per poi estendersi a tutta la Penisola.
Qui la prima fase prevista tra lunedì 22 e martedì 23 dicembre, con le precipitazioni attese secondo il modello ECMWF:

Il bacino centrale del Mediterraneo potrebbe diventare teatro di una circolazione depressionaria persistente, alimentata a tratti da aria di origine artica. Questo scenario favorirà un rapido passaggio da condizioni tipicamente autunnali a un contesto decisamente invernale, con temperature in calo e fenomeni più intensi.
Dettaglio evolutivo
- 22-24 dicembre: piogge frequenti su gran parte d’Italia con tendenza a localizzarsi al sud, limite della neve oltre i 1200m sulle Alpi, solo sulle cime in Appennino.
- 25 dicembre (Natale): persiste la circolazione depressionaria, con instabilità sparsa e clima più freddo.
- 26-27 dicembre: aria artica in ingresso sul Mediterraneo. Possibile svolta invernale con nevicate al Nord, inizialmente sui rilievi ma con rischio di coinvolgimento delle pianure, specie in presenza di nuclei perturbati più organizzati. (da verificare).
Sintesi finale
Il Natale 2025 si preannuncia sotto il segno del maltempo, con piogge diffuse e un graduale calo delle temperature. La vera svolta potrebbe arrivare subito dopo, tra Santo Stefano e il 27 dicembre, quando l’ingresso di aria artica potrebbe trasformare la pioggia in neve al Nord, segnando l’avvio di una fase pienamente invernale.
Quanto è affidabile la previsione?
A livello generale un quadro barico depressionario è ormai probabile al 65%, con rischio di precipitazioni importante su molte regioni in un contesto ancora autunnale però. La svolta invernale ha meno probabilità di essere vissuta e si attesta al momento su un 35% perché l’anticiclone potrebbe opporsi al progetto freddo.
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