Ritorna l’alta pressione dal 4 novembre, ma poi…
Quanto durerà la tregua anticiclonica? I nostri modelli indicano stabilità per alcuni giorni ma i nostri mari, troppo caldi, stanno già accumulando energia per future turbolenze.
Il mese di novembre ha deciso di esordire con un certo caratteraccio, non c’è che dire. Una perturbazione atlantica sfilerà sulla penisola, determinata a lasciare il segno prima di congedarsi. Nella giornata di domenica, toccherà soprattutto al Nord sopportare i suoi capricci, in particolare tra la Liguria orientale, la Lombardia e l’intero Triveneto, dove le precipitazioni si faranno sentire. Poi, come un ospite frettoloso, tra lunedì e le prime ore di martedì, il fronte scivolerà verso il Centro-Sud, portando acquazzoni sparsi ma, francamente, senza troppa convinzione.
Ma ecco il colpo di scena che stavamo aspettando. Non appena l’ultima goccia toccherà terra al Sud, da martedì 4 novembre inizierà la grande rimonta. Un protagonista imponente, un anticiclone di nobili origini sub-tropicali, ha deciso di gonfiare il petto, muovendo dritto dal Nord Africa. Il suo obiettivo? Conquistare mezza Europa e regalare all’Italia una tregua, una parentesi di quiete quasi sfacciata per la stagione.
Il regno dell’anticiclone e il suo tranello nascosto
La vera avanzata di questo gigante inizierà da mercoledì 5 novembre, quando prenderà possesso di quasi tutto lo Stivale. La sua presenza si tradurrà in stabilità diffusa. Il sole tornerà a splendere e le temperature… beh, diciamo che l’autunno sembrerà volersi prendere una lunga vacanza. L’aria molto mite che questa figura si trascina dietro manterrà i termometri su valori decisamente superiori alla media stagionale. Al Centro-Sud non sarà affatto un’eresia immaginare di sfiorare, o persino superare in alcune aree, la soglia dei 20 gradi.
Attenzione, però. Come ogni protagonista che si rispetti, questo gigante buono ha un lato oscuro, un regalo insidioso: la nebbia. L’umidità lasciata al suolo dalle piogge recenti, unita alla calma piatta e all’aria ferma che l’alta pressione impone, sarà il cocktail perfetto. Preparatevi, soprattutto in Val Padana e nelle valli interne del Centro Italia, a risvegli ovattati. Banchi di nebbia fitti e foschie dense prenderanno possesso delle ore notturne e della prima mattinata. E, come sempre accade in queste fasi di stabilità autunnale, la qualità dell’aria nelle aree urbane e industriali tenderà inevitabilmente a peggiorare.
Il concetto del giorno l’inversione termica
Vi starete chiedendo: ma come fa a fare “caldo” di giorno e ad esserci la nebbia gelida al mattino? La colpa è di quella vecchia volpe dell’inversione termica. Normalmente, l’aria è più calda vicino al suolo e si raffredda salendo. L’alta pressione, però, agisce come un coperchio, schiacciando l’aria verso il basso (è un fenomeno chiamato ‘subsidenza’). Di notte, senza sole e con cielo sereno, il suolo perde calore velocemente, raffreddando l’aria subito sopra di esso, che diventa più pesante e umida. L’aria mite (più leggera) rimane così “intrappolata” sopra questo strato freddo, impedendogli di disperdersi e favorendo la condensazione in nebbia. È il classico trucco dell’autunno stabile.
Quanto durerà questa pace armata
Il nostro anticiclone sembra avere intenzioni serie. I nostri modelli interni, che elaboriamo costantemente qui in redazione, suggeriscono che il suo dominio durerà almeno fino a venerdì 7 novembre. Saranno giorni, quelli dal 4 al 6 novembre, decisamente stabili.
E dopo? Qui la trama si complica. L’alta pressione potrebbe mostrare i primi, timidi segni di stanchezza proprio verso la fine della settimana. Non possiamo escludere, infatti, un suo temporaneo indebolimento, che forse potrebbe lasciare la porta socchiusa a qualche disturbo tra venerdì e domenica specie al sud, ma gli effetti sono ancora tutti da valutare. Guardando ancora più in là, verso la seconda decade del mese, gli scenari si fanno più movimentati. Qualche modello inizia a ipotizzare manovre più fredde, magari un’irruzione artica, mentre altri vedono il ritorno delle perturbazioni atlantiche, forse già intorno al 14-15 del mese. Ma, è bene precisarlo, siamo nel campo delle ipotesi a lungo termine.
Il paradosso del caldo fuori stagione
C’è un ultimo dettaglio, un po’ inquietante, che non va trascurato. Tutto questo tepore anomalo non è gratis. Le temperature, che resteranno sopra media anche nelle prossime settimane, stanno mantenendo i nostri mari insolitamente caldi, con valori che registrano circa 2°C oltre la norma. Questo “caldo fuori stagione” è affascinante, certo, ma è anche energia accumulata. È carburante.
Se e quando le perturbazioni atlantiche o le discese fredde decideranno di tornare a farci visita, troveranno un Mediterraneo carico, un motore pronto ad accendersi e a trasformare semplici piogge in eventi potenzialmente più intensi come i nubifragi.
Godiamoci quindi questa parentesi di stabilità, questa sorta di “ottobrata” fuori tempo massimo che novembre ci concede. Ma facciamolo con la consapevolezza di un narratore esperto: la calma, in meteorologia, è spesso solo il preludio al prossimo, emozionante capitolo della storia.
Riepilogo dell’articolo
Dopo un avvio di novembre instabile, con piogge domenica al Nord e lunedì al Centro-Sud, da martedì 4 novembre l’Italia verrà conquistata da un imponente anticiclone sub-tropicale. Questo porterà tempo stabile, soleggiato e un clima insolitamente mite per la stagione, con massime che al Centro-Sud potrebbero superare i 20°C. Il rovescio della medaglia sarà il ritorno di nebbie e foschie fitte, specie in Val Padana e valli del Centro, nelle ore notturne e mattutine. Questa fase stabile dovrebbe durare almeno fino a giovedì 6 novembre. L’incertezza aumenta per il periodo successivo, ma l’attuale caldo anomalo dei mari rappresenta un surplus di energia per future, possibili fasi di maltempo intenso.