Il Polesine sommerso dalla bomba d’acqua: paura, silenzio e vite sospese
Badia Polesine, 24 settembre 2025: un nubifragio senza precedenti ha colpito il cuore del Polesine. In meno di un’ora, oltre 200 mm di pioggia hanno trasformato strade in fiumi e case in relitti. Il Veneto è in stato di emergenza, ma per chi ha perso tutto, le parole non bastano.
Le voci dal fango
“Qualcuno sa dirmi di Salara o parenti? Non riesco a contattare, vi ringrazio.” Un commento lasciato sotto questo video di Antenna Tre diventato il simbolo della disperazione. Non è solo una domanda: è un grido. Un appello lanciato nel vuoto da chi non sa se i propri cari siano al sicuro.
Immagini che parlano da sole
Garage sommersi, tetti appena visibili, auto galleggianti. Famiglie evacuate, anziani in difficoltà, bambini spaventati. Il sindaco di Badia Polesine parla di una “situazione mai vista”.
Rabbia e impotenza
Molti residenti denunciano la mancata manutenzione degli alvei, come già accaduto in Meda e Trebaseleghe. La rabbia si mescola alla rassegnazione. Il presidente Zaia ha firmato lo stato di emergenza, ma il territorio chiede di più: ascolto, rispetto, risorse.