11:32 5 Settembre 2025

Il TORNADO dell’11 settembre 70: 36 morti tra Padova e Venezia

Il TORNADO dell’11 settembre 70: 36 morti tra Padova e Venezia

La notte dell’11 settembre 1970, tra le province di Padova e Venezia, si verificò uno dei fenomeni meteorologici più violenti mai registrati in Italia: un tornado di categoria F4, con venti stimati tra i 300 e i 350 km/h. La tromba d’aria si formò intorno alle 20:45 nella zona dei Colli Euganei e si mosse rapidamente verso est, attraversando Teolo, Rovolon, Abano Terme, Selvazzano Dentro e la bassa padovana, per poi raggiungere la laguna veneziana.

Il bilancio fu drammatico: 36 morti, oltre 500 feriti e danni stimati in circa 5 miliardi di lire. Centinaia di edifici furono distrutti o gravemente danneggiati, tra cui abitazioni, fabbriche, campeggi e strutture pubbliche. Il campeggio Fusina fu letteralmente devastato, con più di 2.000 alberi abbattuti. Il momento più tragico si consumò alle 21:36, quando il tornado investì il motoscafo n.130 della linea 2 dell’ACNIL, in fase di attracco a Sant’Elena: l’imbarcazione fu sollevata e rovesciata, causando la morte di 21 passeggeri.

In quei giorni, il patriarca di Venezia era Albino Luciani, futuro papa Giovanni Paolo I. Sebbene non coinvolto direttamente nell’evento, Luciani si distinse per la sua vicinanza alle famiglie colpite e per il suo impegno nel sollecitare interventi di ricostruzione. Il tornado dell’11 settembre 1970 rimane uno degli eventi più intensi e distruttivi della storia meteorologica italiana, in tempi non sospetti, quando di global warming non parlava quasi nessuno. La sua potenza, la durata e la devastazione causata lo rendono ancora oggi oggetto di studio e memoria collettiva.

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