Artico e Antartico a confronto: è un periodo di magra per i ghiacci polari
Nuova frenata della banchisa artica, e brusca interruzione dei fasti di crescita antartici. Analizziamo le cause, i dati in tempo reale e le tendenze complessive.


Il 2010 in lizza per stracciare il primato negativo del 2007? Per ora la banchisa artica si accontenta di un secondo posto, non certo ambito, ma inequivocabile. Il dato attuale, poco più di 3 milioni di kmq di superficie, parla forte e chiaro. La crisi viene dopo un apparente ripresa e pare sia strettamente legata all’andamento del vortice polare.
Si parla quindi di una forzante sinottica: scorrendo i dati pressori infatti notiamo un indice AO attualmente negativo, con dispersione dell’aria fredda verso le medie latitudini in un periodo dell’anno tra i più delicati, poichè proprio in questi giorni ci si avvicina al minimo dell’estensione annuale. L’anomalia complessiva riferita alla media degli ultimi 30 anni allarga il "buco" a oltre 1 milione e 600 mila kmq di ghiaccio.
E proprio per motivi strettamente legati all’andamento della trottola vorticosa polare risiede la causa della forte frenata registrata a livello della banchisa antartica. I dati anche in questo caso parlano chiaro: indice AAO fortemente negativo, dispersione del grande freddo antartico verso le medie latitudini e un buco dell’ozono che inizia ad aprirsi nei cieli stratosferici.

Dati alla mano anche la situazione antartica non appare confortante: la forte perdita, partita dalla seconda metà di agosto, ha lasciato sul campo oltre 1 milione e mezzo di kmq, tanto che l’anomalia complessiva riferita alla media degli ultimi 30 anni, dal forte surplus registrato fino ad agosto, è tornata praticamente in pareggio.
In questo caso i dati attuali parlano di una superficie totale pari a poco meno di 15 milioni di kmq. circa 35 mila kmq in meno rispetto alla registrazione effettuata il 10 settembre del 2009.
Si spera in tempi migliori, sia per l’Artico che per l’Antartico. In tal senso occorre notare prevista la ripresa di vigore dei rispettivi vortici polari, garanzia di maggior stabilità delle superfici ghiacciate polari. Il resto lo farà il trend climatico in atto, pur con la tempistica diluita nel tempo che da sola ci darà la risposta su quello che ci attende negli anni futuri.
Autore : Luca Angelini
