00:00 31 Agosto 2010

Troppi errori, Pachauri lascia, IPCC verso un rimpasto

Dopo i proclami sulla sparizione dei ghiacci himalayani sbugiardati dalla realtà e da studi condotti da scienziati indiani, il capo dell'IPCC lascia il mandato.

Troppi errori, Pachauri lascia, IPCC verso un rimpasto

L’IPCC deve totalmente riformarsi, parola di Princeton Harold Shapiro, revisore capo posto a controllo dell’organismo intergovernativo per i cambiamenti climatici, braccio destro di Al Gore.

Non è certo un fulmine a ciel sereno: i ripetuti errori di valutazione contenuti nei rapporti dell’IPCC, e in particolare nell’ultimo datato 2007, stanno venendo allo scoperto, rivelandosi un vero e proprio boomerang. In altre parole l’effetto mediatico giocato a colpi di macete giornalistica con l’intento di far leva sull’emotività collettiva si è scontrato con la realtà scientifica.

Pomo della discordia in ordine di tempo le critiche mosse dagli stessi scienziati indiani al capo dell’IPCC Rajendra Pachauri, ingegnere ed economista indiano, dopo l’avvenuta pubblicazione dei dati scientifici che smentiscono la scomparsa dei ghiacciai himamayani entro il 2035. In un primo tempo lo stesso Pachauri aveva riconosciuto gli errori contenuti in alcune proiezioni contenute nelle oltre diecimila pagine del Quarto Rapporto datato 2007.

Il capitolo riguardante i ghiacciai himalayani è stato un "deplorevole errore collettivo", affermava allora Pachauri. In seguito però, le pressioni mosse da più parti del mondo scientifico avevano messo nell’angolo l’organismo intergovernativo consigliando le dimissioni allo stesso Pachauri. Ora rimangono i dovuti chiarimenti da mettere sul tavolo alla prossima conferenza dell’IPCC che si terrà a ottobre a Pusan, nella Corea del Sud.
 

Intanto il dossier firmato da Shapiro è giunto ieri, 30 agosto, all’ONU e sottoposto a verifica. Nel frattempo un’interrogazione firmata da un centinaio di Paesi e appoggiata dall’Accademie delle Scienze, ha consigliato vivamente all’IPCC di limitarsi a fare proiezioni fin dove la scienza sia in grado di portare prove valide.

Autore : Luca Angelini