Meteo: dal CALDO Africano ai TEMPORALI violenti, ecco quando cambierà tutto
L'ondata di calore subtropicale responsabile di afa e temperature elevate soprattutto verso la fine della settimana, potrà essere messa seriamente in discussione. Infiltrazioni umide e aria più fresca potrebbero innescare un'ondata di temporali su alcune regioni Italiane.
L’atmosfera estiva, dopo averci regalato una fase dominata da un’imponente figura di alta pressione di matrice subtropicale per gran parte di questa settimana, si prepara a un radicale e fragoroso cambio di marcia, con la struttura anticiclonica che potrebbe mostrare già i primi segni di cedimento. Un cambiamento che non sarà indolore: l’energia accumulata in questi giorni è pronta a liberarsi attraverso fenomeni meteorologici di forte impatto. Stiamo per assistere a un vero e proprio scontro tra masse d’aria, una dinamica che trasformerà la quiete opprimente in un’instabilità vivace e a tratti violenta. L’Italia si appresta a vivere una settimana dai due volti, passando dal sapore quasi africano del weekend all’imprevedibilità tipica dei break temporaleschi estivi.
Le prime avvisaglie nel fine settimana
Le prime crepe in questo edificio di alta pressione si potrebbero manifestare già nel corso del fine settimana. Sottili ma significative infiltrazioni di correnti più umide, provenienti dall’Europa occidentale, inizieranno a erodere la stabilità atmosferica. Questi primi segnali si concretizzerebbero sabato soprattutto lungo l’arco alpino, dove, specialmente durante le ore pomeridiane e serali, vedremo svilupparsi i primi isolati rovesci e temporali. Inizialmente confinati ai rilievi, questi fenomeni rappresentano l’avanguardia del cambiamento. Nella giornata di domenica, l’azione di queste correnti umide si farà più audace e incisiva. L’instabilità non si limiterà più alle sole Alpi, ma riuscirà a tracimare, coinvolgendo localmente anche alcune aree della Pianura Padana a nord del fiume Po e, a tratti, spingendosi forse fino a interessare l’Appennino centro-settentrionale. Sarà il preludio a un peggioramento ben più organizzato.
Lunedì 16 giugno la svolta temporalesca
La giornata di lunedì 16 giugno si preannuncia come il momento clou di questa transizione. L’afflusso di aria più fresca e instabile in quota, scorrendo sopra il “cuscino” di aria caldissima e umida presente nei bassi strati, agirà da detonatore. Questo contrasto termico fornirebbe il carburante necessario per la genesi di temporali anche di forte intensità. Il sollevamento forzato dell’aria calda preesistente creerà le condizioni ideali per fenomeni violenti, che troveranno terreno fertile lunedì soprattutto tra il tardo pomeriggio, la sera e le prime ore della notte.
Le aree più esposte potrebbero essere quelle del Nord: si prevede lo sviluppo di fenomeni temporaleschi significativi, accompagnati da grandinate e improvvisi, violenti colpi di vento, che interesseranno in particolare il Piemonte, la Lombardia e tutto il Triveneto. L’Emilia-Romagna e la Liguria potrebbero rimanere più ai margini, ma la situazione andrà monitorata con attenzione. Questo passaggio segnerà anche la fine della prima ondata di caldo stagionale su queste regioni, con un calo delle temperature anche sensibile.
Ecco in arancione le aree nelle quali lunedi saranno più probabili i temporali:

Il pericolo nascosto nei temporali il downburst
Quando si parla di “colpi di vento” associati ai temporali, spesso ci si riferisce a un fenomeno specifico e potenzialmente molto pericoloso: il downburst. A differenza delle trombe d’aria, che hanno un moto rotatorio, il downburst è una colonna d’aria fredda che, all’interno della cella temporalesca, precipita violentemente verso il suolo ad alta velocità. Una volta impattato il terreno, quest’aria si espande orizzontalmente in ogni direzione, generando venti lineari potentissimi, anche superiori ai 100 km/h, che possono causare danni ingenti e molto simili a quelli di un tornado. Riconoscerne il rischio è fondamentale per la sicurezza.
Martedì 17 giugno l’instabilità prosegue la sua corsa
L’ondata di instabilità non si esaurirà con la giornata di lunedì. Per martedì 17 giugno, il fronte temporalesco tenderà probabilmente a traslare, spostando il suo baricentro. I fenomeni più intensi potrebbero concentrarsi tra l’Emilia-Romagna, il basso Veneto e la Toscana, regioni che potrebbero quindi vivere la loro fase più critica a 24 ore di distanza dal Nord-Ovest. L’energia in gioco sarà ancora notevole, pertanto anche in queste aree sarà necessario prestare attenzione a possibili temporali di forte intensità.
E nel resto d’italia?
Mentre il Nord e parte del Centro faranno i conti con questa severa ondata di maltempo, il resto della penisola vivrà una situazione decisamente più tranquilla. Al Centro-Sud non si prevedono fenomeni di rilievo diffusi. L’instabilità si manifesterà principalmente sotto forma di rovesci o brevi temporali pomeridiani, ma quasi esclusivamente confinati alle aree interne e montuose dell’Appennino. Le zone costiere, sia adriatiche che tirreniche, dovrebbero rimanere quasi completamente all’asciutto, godendo ancora di condizioni meteorologiche più stabili e soleggiate e di temperature superiori alla norma del periodo.