06:05 5 Giugno 2025

Sabato e domenica CALDO al centro e al sud, allerta TEMPORALI al nord

Un'Italia spaccata in due anche nel weekend: mentre il Nord si prepara a nuove ondate di temporali, il Centro e il Sud vivranno giornate con temperature roventi. Scopri le previsioni e un affascinante approfondimento meteorologico

L’inizio di giugno ha inaugurato uno scenario meteorologico decisamente dinamico e contrastante sul Vecchio Continente. Immaginate una sorta di braccio di ferro atmosferico: da un lato, correnti d’aria fresca e instabile provenienti dall’Atlantico, portatrici di nubi e precipitazioni; dall’altro, un imponente anticiclone, in parte di matrice azzorriana e in parte africana, che spinge masse d’aria calda di origine subtropicale.
Questa configurazione vede un’Europa letteralmente divisa: il settore più settentrionale è spesso teatro di forti temporali, mentre le regioni meridionali e parte del centro beneficiano di un ampio soleggiamento e di un caldo che si fa via via più intenso. L’Italia, in questa battaglia tra giganti atmosferici, si trova in una posizione di confine, con le regioni settentrionali a tratti lambite dalle perturbazioni che scorrono oltralpe. Tale situazione non si limiterà alle prossime ore, ma caratterizzerà anche il fine settimana, promettendo giornate dai due volti.

Un fine settimana di estremi all’orizzonte

Mentre un nuovo fronte instabile, collegato a un vortice atlantico, si appresta a transitare sull’arco alpino, portando con sé il rischio di temporali anche di forte intensità che potrebbero spingersi fino alle pianure adiacenti, il resto d’Italia sentirà il respiro sempre più caldo dell’anticiclone africano. Quest’ultimo, infatti, sembra intenzionato a “rincarare la dose”, regalandoci giornate pienamente estive con sole protagonista e temperature destinate a schizzare ben al di sopra delle medie stagionali. Si prospetta dunque un weekend davvero bollente per molte aree del nostro Paese, una vera e propria pulsazione dell’anticiclone subtropicale che innescherà un’ulteriore e significativa impennata dei termometri, con il potenziale raggiungimento di picchi estremi per l’inizio di giugno.

Tuttavia, il cielo riserva sempre delle sorprese. Gli ultimi aggiornamenti modellistici suggeriscono che l’improvvisa incursione di un fronte più fresco e instabile in quota potrebbe creare le condizioni per un insidioso break temporalesco su alcune regioni, un’eventualità da non sottovalutare.

Sabato 7 giugno: l’anticiclone consolida la sua morsa, ma il nord resta in guardia

Nella giornata di sabato, assisteremo a una prima, decisa fiammata di caldo. L’alta pressione di origine subtropicale guadagnerà ulteriore energia, richiamando masse d’aria sempre più calde. Questo si tradurrà in condizioni meteorologiche stabili e soleggiate sulla stragrande maggioranza del territorio nazionale, accompagnate da un clima decisamente caldo. Qualche nube in più potrà interessare il Nordovest e i settori alpini e prealpini, dove non si esclude qualche isolato e breve piovasco, specialmente durante le ore pomeridiane e strettamente confinato ai rilievi. Al Centro e al Sud, invece, il sole dominerà incontrastato, salvo per qualche innocua nube bassa mattutina e serale lungo i litorali tirrenici e della Sardegna. Le temperature sono previste in lieve ulteriore aumento, con valori che si porteranno diffusamente oltre le medie del periodo. Nelle grandi città del Centro, come Firenze e Roma, la colonnina di mercurio potrebbe facilmente raggiungere i 31-33°C, con picchi anche superiori nelle zone interne della Sardegna.

Domenica 8 giugno: l’apice del caldo al centro-sud, ma attenzione ai forti contrasti al nord

Se oltre le Alpi la situazione sarà ben diversa, con un clima fresco e addirittura freddo in prossimità delle Isole Britanniche – dove si registreranno isoterme (linee che uniscono punti con la stessa temperatura) in quota prossime allo zero –, sull’Italia l’alta pressione subtropicale mostrerà tutta la sua potenza. Domenica, infatti, è atteso un ulteriore e sensibile incremento dei valori termici. Si prevedono picchi che potrebbero superare i 34°C tra il basso Veneto e l’Emilia Romagna e su gran parte del Centro. Addirittura, si potrebbero sfiorare i 40°C in alcune aree interne della Sardegna, della Sicilia e della Puglia. Particolarmente roventi si annunciano il Foggiano (fino a 39°C), la Lucania (38°C), e le zone interne di Sicilia, Sardegna e Marche (37°C). Valori intorno ai 36°C sono attesi in Romagna e nel Salento, mentre si toccheranno i 35°C sulla Calabria ionica, nelle zone interne tra Umbria e Toscana, e sulla Valpadana centrale. Lungo le coste, le brezze marine, innescate da specchi d’acqua ancora relativamente freschi, riusciranno a mitigare leggermente la calura.

Ma è proprio questa intensa calura a preparare il terreno per potenziali insidie. Con l’aumento del caldo, cresce anche l’energia potenziale in gioco, ovvero l’umidità accumulata nei bassi strati dell’atmosfera. Questo, unito agli esaltati contrasti termici tra le masse d’aria, crea un cocktail micidiale per lo sviluppo di imponenti celle temporalesche, strutture nuvolose verticali che possono estendersi per decine di chilometri in altezza. Le celle temporalesche sono sistemi meteorologici complessi, veri e propri motori atmosferici che si autoalimentano, capaci di generare fenomeni intensi come nubifragi, grandinate e forti raffiche di vento.

Proprio questo scenario potrebbe concretizzarsi nella seconda parte di domenica, quando un fronte d’aria più fresca e instabile in quota riuscirà a “scalfire” la cupola anticiclonica che protegge il Nord Italia. Su Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, non si esclude la formazione di temporali particolarmente violenti, con un elevato rischio di grandinate anche di grosse dimensioni. Al mattino, il Nord vedrà un cielo abbastanza soleggiato, ad eccezione di addensamenti sulla Liguria e qualche isolato piovasco o temporale sulle Alpi centro-orientali. Sarà però nel pomeriggio che la situazione evolverà rapidamente, con lo sviluppo di questi forti temporali su Alpi e Prealpi centro-orientali, i quali potrebbero localmente propagarsi entro sera anche ai settori di pianura tra Veneto e Friuli.

Al Centro e al Sud, la stabilità e il sole continueranno a farla da padrone, con possibili nubi basse mattutine e serali sui litorali tirrenici. Le temperature subiranno un ulteriore lieve aumento. I venti soffieranno tesi o forti dai quadranti sudoccidentali, rendendo i bacini occidentali e settentrionali mossi o localmente molto mossi.

Il respiro del deserto e la furia del cielo: un approfondimento sui contrasti termici

L’arrivo dell’anticiclone africano, come quello che si appresta a infuocare il Centro-Sud, è spesso associato a ondate di calore significative. Un anticiclone è un’area di alta pressione atmosferica in cui l’aria tende a scendere verso il suolo, comprimendosi e riscaldandosi, determinando cieli sereni e assenza di precipitazioni. Quando questo proviene direttamente dal deserto del Sahara, trasporta con sé aria estremamente calda e secca alle quote superiori, ma può caricarsi di umidità nei bassi strati attraversando il Mediterraneo, rendendo poi il caldo afoso e opprimente sull’Italia.

D’altro canto, l’infiltrazione di aria più fresca e instabile in quota, come quella prevista per domenica sul Nordest, agisce come una sorta di “detonatore”. L’aria calda e umida presente nei bassi strati viene costretta a salire rapidamente quando arriva la barriera d’aria fredda. Questa ascesa vigorosa provoca il raffreddamento dell’aria umida, la condensazione del vapore acqueo in imponenti nubi cumuliformi (i cumulonembi) e il rilascio di una grande quantità di energia (il cosiddetto calore latente di condensazione), che alimenta ulteriormente i moti verticali. È così che nascono i temporali più intensi, capaci di generare grandine, colpi di vento e nubifragi, proprio a causa del forte contrasto termico tra le diverse masse d’aria.