TEMPORALI al nord e CALDO Africano fra il 2 e il 10 giugno
Un'altalena di emozioni meteorologiche attende l'Italia: da un'egemonia anticiclonica a improvvise incursioni temporalesche, soprattutto al Nord: quindi temporali su alcune zone e caldo intenso su molte altre.
L’assetto barico europeo si presenta come un affascinante campo di forze contrapposte, dove due giganti atmosferici si spartiscono il continente. Da un lato, le depressioni atlantiche continuano a orchestrare un flusso di correnti più fresche e instabili che lambiscono le latitudini settentrionali, Oltremanica. Dall’altro, il robusto anticiclone delle Azzorre, spesso in stretta collaborazione con il suo omologo africano, estende il suo dominio sul settore centro-meridionale, promettendo condizioni di maggiore stabilità. Questo schema generale sembra destinato a tracciare la rotta meteorologica anche per la prossima settimana sull’Italia, regalandoci un assaggio d’estate con tempo prevalentemente stabile, abbondantemente soleggiato e con temperature in progressivo aumento. Tuttavia, non mancheranno le insidie, concentrate soprattutto sulle regioni settentrionali, le uniche che potrebbero risentire del passaggio di sistemi frontali di origine atlantica.
Primi sussulti instabili al nord
L’avvio della settimana si preannuncia sotto il segno della stabilità per gran parte della Penisola, ma un primo segnale di cambiamento si manifesterà non solo nella giornata di lunedì 2 giugno ma anche nella giornata di martedì 3 giugno al Nord. Qui, il margine più settentrionale del Paese verrà sfiorato da un fronte atlantico – il confine tra masse d’aria diverse provenienti dall’Atlantico, spesso associato a nuvolosità e precipitazioni. Questa incursione porterà con sé un carico di temporali che si concentreranno principalmente sulle aree alpine e prealpine, con possibili, occasionali sconfinamenti verso le zone pedemontane e l’alta pianura. Sarà il preludio a una fase un po’ più dinamica.
L’intrusione di una saccatura a metà settimana
Il dominio anticiclonico subirà una brusca interruzione tra mercoledì 4 e venerdì 6 giugno. La causa? L’ingresso di una insidiosa saccatura – una lingua di bassa pressione che si estende da un’area ciclonica più vasta, portatrice di instabilità atmosferica e quindi di peggioramenti del tempo. Quasi tutti i principali modelli di previsione concordano su questa evoluzione, sebbene la precisa distribuzione geografica e l’intensità dei fenomeni siano ancora oggetto di limature. Ciò che emerge con una certa insistenza, però, è la possibilità che si verifichino precipitazioni talora abbondanti. Alcune proiezioni più pessimistiche non escludono che questi fenomeni possano assumere carattere di forte intensità, degenerando localmente in autentici nubifragi, specialmente nelle giornate di mercoledì e giovedì.
Le aree che, secondo alcune elaborazioni particolarmente severe, potrebbero risentire maggiormente di questi rovesci intensi, soprattutto nel pomeriggio-sera di mercoledì 4 giugno, comprenderebbero una fascia significativa del Nord-Ovest: dal Novarese al Varesotto, estendendosi all’alto Milanese, al Comasco, alla Brianza e fino all’alta Bergamasca.
Questa fase di tempo perturbato, tuttavia, non si esaurirà nell’arco di una singola giornata. La saccatura sembra intenzionata a insistere anche tra il 5 e il 6 giugno, alimentando ulteriori episodi di instabilità. Alcuni modelli suggeriscono una maggiore probabilità di precipitazioni concentrate lungo la fascia dell’alta pianura e sui rilievi alpini e prealpini. Altri, come il modello americano GFS, prospettano un peggioramento più esteso, che potrebbe coinvolgere in modo significativo anche la Liguria. In questa prima fase, il basso Veneto, il Friuli più meridionale e la Romagna potrebbero rimanere ai margini, ma verrebbero probabilmente interessati in un secondo momento, con la rotazione delle correnti dai quadranti nord-occidentali.
Un temporaneo respiro più fresco
Questo ribaltone meteorologico porterà con sé anche un sensibile calo delle temperature nelle zone battute dai fenomeni più intensi. Si passerà da un anticipo d’estate a condizioni più tipicamente primaverili, con valori massimi che difficilmente supereranno i 22-23°C durante le fasi di maltempo. Altrove, nelle aree che godranno di maggior soleggiamento o che non verranno interessate dalle precipitazioni, il clima si manterrà decisamente più caldo. È importante sottolineare che, sebbene la tendenza generale goda di una discreta affidabilità, i dettagli previsionali, come la localizzazione esatta e l’intensità dei fenomeni, sono suscettibili di variazioni anche importanti nei prossimi aggiornamenti, vista la lontananza del periodo.
Ritorno dell’anticiclone e ondata di calore in vista
Tuttavia, questa parentesi instabile sembra destinata a non durare. Già a partire dal finire della settimana, indicativamente tra venerdì 6 e sabato 7, e poi consolidandosi tra domenica 8 e l’inizio della settimana successiva, l’alta pressione tornerà a farsi sentire con prepotenza. L’anticiclone delle Azzorre – quella vasta area di alta pressione atmosferica, generalmente posizionata sull’Atlantico vicino alle omonime isole, che quando si espande verso l’Europa porta tempo stabile e soleggiato – coadiuvato da contributi di aria calda di matrice subtropicale, estenderà nuovamente la sua influenza stabilizzante su gran parte d’Italia, comprese le regioni settentrionali recentemente interessate dal maltempo.
Questo segnerà l’inizio di una nuova e probabilmente marcata escalation termica. Le temperature tenderanno ad aumentare ulteriormente, inaugurando una fase caratterizzata da caldo localmente intenso. Le proiezioni a più lungo termine indicano infatti che proprio nel periodo compreso tra il 7 e il 15 giugno si potrebbe assistere a una fase meteo-climatica decisamente più estrema, con il calore che potrebbe diventare sempre più intenso e meno sopportabile su molte delle nostre regioni, preannunciando un’estate che potrebbe mostrare i muscoli fin da subito.