FREDDO POLARE in viaggio verso l’Italia: le ultimissime
Per la prima volta dal 2018 il grande freddo proverà ad avvicinarsi all'Italia da metà mese, grazie ad una spettacolare discesa di aria fredda direttamente dal Polo Nord, che però i modelli faticano ad inquadrare bene. Cosa succederà? Andrà a segno o a vuoto il tentativo della colata gelida? Scopri tutto.

Entro il 15 febbraio il vortice polare stratosferico si indebolirà ulteriormente, un calo di attività favorito da una trasmissione di calore dalla troposfera, pur senza che questo determini un riscaldamento di grande portata.
In parole più semplici, il vortice polare stratosferico, una massa di aria fredda che ruota sopra il Polo Nord, si sta indebolendo. Questo potrebbe portare a un’ondata di freddo sull’Europa, Italia compresa, intorno al 20 febbraio.
Perchè quando si indebolisce causa ondate di freddo e gelo?
Il vortice polare è una vasta area di bassa pressione situata nella stratosfera, sopra i poli della Terra. Si tratta di una massa di aria fredda che ruota in senso antiorario attorno al Polo Nord.
Quando il vortice polare è forte e compatto, confina l’aria fredda artica e impedisce che si riversi verso sud, mantenendo miti le temperature in Europa e Nord America. Tuttavia, quando il vortice si indebolisce o si divide, l’aria fredda può fuoriuscire e raggiungere latitudini più basse, causando ondate di freddo intenso e fenomeni meteorologici estremi.
Ecco la distribuzione del vortice polare stratosferico a 10hPa previsto per sabato 15 febbraio:

Come vedete il core del vortice polare pare disteso sull’Europa e ben compatto, ma scendendo alle quote inferiori si nota una divisione importante, come le corna di un toro, favorita proprio da questa disposizione del VPS in alta quota:

Il vortice polare troposferico non si dividerà totalmente come una mela tagliata in due (split) ma rimarrà con queste due lingue attive almeno sino al 20 febbraio, quella più vicina all’Europa e quella sul nord America. La lingua europea viene vista nel 35% dei clusters, cioè un numero non trascurabile di emissioni del modello GFS per essere sottovalutata e soprattutto la si vede raggiungere con un discreto malloppo di freddo anche il nostro Paese, con conseguenze tutte da valutare, qui una mappa con le temperature previste a 1500m proprio per il 20 febbraio:

Notate valori di freddo sino a -20°C coinvolgere l’est europeo e valori sino a -10°C abbracciare anche l’Italia. Quali potrebbero essere i risvolti a livello precipitativo? C’è l’evoluzione che vede l’Atlantico interagire con questa massa d’aria gelida e favorire nevicate sino in pianura tra nord e addirittura centro (ipotesi ancora remota 15%) entro il 22 febbraio, c’è invece l’elemento più importante da mettere in risalto, visto da un buon altro 35% dei clusters, cioè il contatto troppo alto di latitudine tra le due lingue del vortice polare con tutta l’aria fredda che rimarrebbe sul nord Europa o fuggirebbe addirittura a ritroso verso il nord America e l’Europa mediterranea coinvolta da una circolazione mite di tipo primaverile, anche se umida ed a tratti piovosa, eccola:

Se passasse questa evoluzione chiaramente cadrebbe tutta la rigida evoluzione sopra prospettata per il Mediterraneo e il tutto si risolverebbe nell’ulteriore classica occasione perduta di vivere un episodio invernale “old style” sul nostro Paese. Chi la spunterà?
Riassumendo:
Il vortice si sta dividendo in due “lingue”, una diretta verso l’Europa e l’altra verso il Nord America. La lingua europea potrebbe portare freddo, con temperature fino a -10°C in Italia e fino a -20°C nell’est Europa, aprendo anche alla possibilità di nevicate in pianura al nord e forse anche al centro Italia entro il 22 febbraio.
Tuttavia, c’è anche la possibilità che l’interazione tra queste masse d’aria fredda e l’Atlantico faccia sì che l’aria fredda rimanga confinata più a nord, portando invece sull’Italia un clima mite di tipo primaverile, anche se umido e a tratti piovoso.
L’evoluzione più probabile è ancora incerta, e nei prossimi giorni sarà possibile capire quale scenario prevarrà.
Seguite tutti i nostri aggiornamenti su www.MeteoLive.it
LEGGI ANCHE

