Le ipotesi del freddo per la seconda decade di ottobre
Rimane in piedi l'impianto depressionario che potrebbe portare i primi repsiri di aria arico-marittima sul nostro Paese dopo il 10 del mese. Sarà una fase molto dinamica e caratterizzata da alterne vicende. Proviamo a tracciarne il percorso.

Freddo si o freddo no? Non che a ottobre ci si aspetti la neve e il gelo, ma che l’autunno faccia il suo regolare ingresso sul nostro Paese, ben infilato nella fascia climatica considerata “temperata” e non “tropicale”, sarebbe cosa buona e giusta.
Ebbene la natura, distrattasi a lungo dopo il declino astronomico dell’estate, ora ha l’occasione per rifarsi e tornare sui suoi passi. L’andamento degli indici e lo sviluppo proposto dalle carte e medio e lungo raggio propendono per una progressiva meridianizzazione dei flussi portanti a partire dall’inizio della prossima settimana.
Cosa significa? Significa che le umide e perturbate correnti provenienti dall’Atlantico, dopo una breve toccata e fuga tra giovedì e sabato, correranno subito in ritirata in favore di una rapida rotazione del vento dai quadranti settentrionali. L’importanza di questo probabile cambiamento però risiede nel luogo di origine dal quale arriverà l’aria in questione.
Si tratta della fetta artica dell’Atlantico, settore già raffreddatosi a dovere in virtù di un vortice polare abbastanza carico delle ultime settimane. Due potrebbero essere gli impulsi destinati alla nostra Penisola: un primo, atteso tra lunedì 12 e mercoledì 14, proietterà probabilmente il suo asse poco ad est delle Alpi, impegnando dunque principalmente i versanti orientali dell’Italia. Un secondo, in allungo a partire da martedì 20, potrebbe invece sprofondare tra Francia e Mediterraneo occidentale, inviando su buona parte del nostro Paese una prima dose di piogge autunnali.
Al momento, come già anticipato nei nostri precedenti articoli di approfondimento dedicati a questo argomento, la fenomenologia associata a questo tipo di eventi appare ancora piuttosto incerta, stante l’azione disturbante dell’arco alpino, disteso proprio a sbarrare la traiettoria delle correnti portanti.
Un ulteriore motivo di prudenza ci viene suggerito dall’analisi comparata dei nostri modelli, utilizzati con il metodo probabilistico. Riguardo il prossimo affondo depressionario risultano infatti due scenari diversi: il primo prevede il rilascio di una goccia fredda all’inizio della prossima settimana con interessamento totale di tutta l’Italia (probabilità 40-45%). Il secondo sposta il primo impulso verso levante, coinvolgendo dunque solo i versanti orientali del nostro Paese (55-60%).
Alla luce dei fatti dunque conviene fermarci alla descrizione generale della probabile svolta in vista per la seconda decade del mese, riservandoci di entrare nei particolari man mano che gli stessi si faranno più chiari, permettendoci di dipanare tutti i dubbi prospettati.
Autore : Luca Angelini
